Gianna Nannini, a Milano un concerto di quelli che vorresti rivivere ancora e ancora

Gianna Nannini Milano 4 aprile 2016 recensione
di Silvia Marchetti
Foto di Elena Di Vincenzo

Teatro Arcimboldi, Milano, 4 aprile 2016. E alla fine Gianna Nannini è tornata ragazzina. Eh sì, perché voce, grinta e passione sono le stesse di inizio carriera. La Nannini sul palco è sempre più incontenibile, una rocker vera capace di sprigionare energia e poesia attraverso canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana degli ultimi 30 anni. La conferma della sua “seconda giovinezza” artistica (e non solo) ci arriva dalla prima tappa milanese del suo Hitstory Tour 2016. Il teatro si è trasformato in un’arena infuocata, con un pubblico caldo e scatenato che ha ballato e cantato godendo di due ore e mezzo di puro spettacolo.

Gianna si è mangiata quel palco, percorrendolo in lungo e in largo, calpestandolo, abbracciandolo, amandolo. L’artista senese non ha fatto sconti e ha dato l’anima per far divertire i numerosi fan accorsi da tutto il Paese solo per lei, indiscussa regina del rock italiano. L’inizio del concerto è stato magico: note di violini, morbide come velluto, si sono intrecciate al suono adrenalinico delle chitarre elettriche e della batteria. È l’America di Gianna, quella del “fammi l’amore, sempre sempre più forte”. È la Nannini Avventuriera, che “ha una corsa dentro e non sa fermare”. Una dopo l’altra, la cantante ha intonato i suoi più grandi successi, da Profumo (in versione intima, a luci soffuse) a Pazienza (emozionante, con il piano a stregare la platea rimasta in religioso silenzio).

Tante anche le cover, le stesse contenute nell’album multiplatino Hitstory e che hanno trovato nuova linfa sul palco grazie a una band di ottimi musicisti e al talento delle due coriste, sempre in perfetta sintonia con la voce strepitosa di Gianna Nannini. Ed ecco Ciao amore ciao (da brividi) e Lontano dagli occhi (incantevole) a riaccendere di nuovo la fiamma della passione, ad unire, in un abbraccio forte, sincero e viscerale, l’artista e il suo adorato pubblico. Numerosi i giochi di luce sul palco, con tanto di laser rosso fuoco ad accompagnare Hey bionda, una canzone che ti schiaffeggia e ti entra subito nella pancia grazie al suo ritmo incalzante e ipnotico.

Spazio alla dolcezza con Ogni tanto, pezzo dedicato alla figlia Penelope: “Amor che bello darti al mondo…”, ha urlato con sentimento e un filo di commozione.  Tutti in piedi e prima standing ovation per Fotoromanza, altro capolavoro che tutti hanno cantato a squarciagola mentre Gianna si è divertita a giocare con l’asta del microfono, lanciandosi anche sul suo pubblico (con buona pace degli uomini della sicurezza). Scenografia da sogno e cielo stellato, invece, sulle note di Ti voglio tanto bene, per poi tornare all’esplosione di colori con Dio è morto di Guccini, brano con il quale si è chiusa la prima, lunga parte del concerto.

Dopo un breve intermezzo musicale, deliziato dal suono di violini, la padrona di casa è riapparsa sul palco per regalare una performance solista voce/piano preziosa e commovente: da Notti senza cuore a Un marinaio, la potenza della sua voce ha rapito i cuori dei presenti in teatro, lasciando tutti senza parole. Dopo essersi scatenata con Io, Gianna ha regalato un altro momento di divertimento e di ricordi con Bello e impossibile e Latin Lover (sul cui finale ha anche suonato il violino e ballato con i musicisti al centro del palco, incontenibile). Da Mama a Sei nell’anima, il concerto di Gianna Nannini a Milano ha è scivolato via, continuando ad emozionare per almeno un’altra mezz’ora: bis di America e altre perle ripescate dal ricco repertorio degli anni Ottanta e Novanta.

Meravigliosa creatura, Un’estate italiana e Aria hanno chiuso un concerto indimenticabile, di quelli che vorresti rivivere ancora e ancora, dall’inizio alla fine. Di quelli che ti fanno amare la musica italiana, per la sua fisicità e intensità, per il peso specifico dei testi e la bellezza delle melodie. Di quelli che ti fanno adorare artisti come Gianna Nannini, oggi, forse più di ieri, la numero uno del rock made in Italy.

Clicca qui per guardare le foto del concerto.

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