Gov’t Mule impeccabili, peccato per l’indegna location (ma il promoter si scusa)

Recensione concerto Gov't Mule Milano

Ottima prestazione dei Gov’t Mule a Milano, purtroppo condizionata dalla pessima acustica delle Officine Creative Ansaldo di Milano. La nostra recensione.

Officine Creative Ansaldo, Milano, 10 luglio 2013. La serata è una delle più attese, quella dove l’amarcord regna sovrano, dove il concerto è un pretesto per trovarsi, bere una birra ed ascoltare buona musica con i vecchi amici. Tutte le aspettative  per un sano divertimento ci sono, ma al nostro arrivo alla location dello show restiamo sinceramente spiazzati. Il luogo è uno spazio nel centro di Milano ricavato da ampi locali derivati da una fabbrica dismessa, spartana fin troppo, dove recentemente si è pensato di creare eventi, manifestazioni e purtroppo anche concerti, anche se l’acustica è assolutamente inadeguata, quasi irrispettosa per un gruppo di fama mondiale e per fan arrivati  da tutta Italia, ad un prezzo di ingresso tra l’altro non popolare. Il salone predisposto allo show è una sorta di capannone stretto e lungo, con soffitti altissimi dove il rimbombo è degno di una cattedrale ortodossa, con un cubo in cartongesso posto praticamente davanti al palco ed esageratamente voluminoso, che ostruisce visuale e schiaccia forzatamente gli spettatori verso il lato opposto. È evidente che in queste condizioni tutta  la serata è pesantemente condizionata e qualche fan alle prime note difficilmente distinguibili, se non dalle prime file, addirittura se ne va a casa.

Ma i Gov’ t Mule sono professionisti di scala mondiale e scusandosi imbarazzati per l’indegna location, sfoderano un concerto alla loro maniera, fatto di ottimo blues, un pizzico di hard rock, ballate strappalacrime e deliziose jam che tanto hanno contribuito ad aumentare l’apprezzamento live del quartetto americano. Nonostante fosse annunciato uno show elettrico ed uno acustico, i Muli sparano le solite tre ore di show (anche se la pausa nel mezzo del concerto è di quasi mezz’ora) tutte distorte, fra songs personali e medley improvvisati di ottima fattura. Warren Eynes è sempre in ottima forma, con il suo incedere statuario, la sua voce calda e coinvolgente ed il suo tocco magico alla sei corde tanto amata. Bene anche il polistrumentista Danny Luois che si prende il suo spazio ai cori, alle tastiere, alla chitarra ed addirittura al trombone. Un po’ indietro come sempre la sezione ritmica, troppo piatta rispetto ai virtuosismi del frontman pluridecorato.

Piacciono particolarmente le esecuzioni di Forevermore che apre la seconda parte dello show, di Bad Little Doggie con un riff di chitarra vibrante, ed i  colpi martellanti di Any Open Window. Fra i mille tributi non mancano i tanto amati Led Zeppelin, che riecheggiano  nell’assolo di batteria con Rock’n’Roll, nella chitarra di Eynes con cenni di Immigrant Song e nella corposa Whole Lotta Love. Nei bis finali anche un omaggio a sua santità Leonard Cohen con la pluricoverizzata Hallelujah eseguita con rispetto e devozione. «We apologies for this crazy acoustic» dice Warren ringraziando tutti per gli applausi finali: i Muli hanno saputo ancora una volta mettere davanti a tutto la musica, nonostante l’immeritato declassamento della location (ricordiamo che lo show era previsto al Castello di Vigevano), dimostrando  ancora una volta di essere delle persone e dei musicisti di spessore e non una band a scopo di solo lucro. Qualcuno  forse dovrebbe riflettere in merito.

E infatti in mattinata Claudio Trotta, fondatore di Barley Arts e promoter dell’evento, si è scusato e ha pubblicato sulla sua pagina Facebook una serie di precisazioni che riportiamo di seguito:

«In merito a ieri sera Govt Mule all’Oca:

1) abbiamo scelto l’area denominata Agorà invece di Palco utilizzata in altre occasioni perché permetteva una migliore visibilità ai presenti
2) la scelta è risultata acusticamente sbagliata a causa di problematiche strutturali dello spazio che evidentemente non abbiamo adeguatamente considerato
3) chiedo scusa personalmente e a nome di Barley Arts e diOfficine Creative Ansaldo di questo errore
4) a parziale compensazione i possessori del biglietto di ieri sera avranno la possibilità di accedere gratuitamente (ad esaurimento posto) ad uno dei tre concerti che i Deep Purple terranno in Italia fra 10 giorni circa o ad un concerto a posto unico organizzato da Barley Arts fra il primo settembre ed il 20 dicembre 2013 su territorio nazionale.
Le esatte modalità saranno comunicate in mattinata nei nostri siti.
Nessuno è perfetto ma vi garantisco che mi dispiace molto e che come sempre starò ancora più attento in futuro ma solo chi fa sbaglia…

L’importante è riconoscerlo e cercare parzialmente di rimediare.

Grazie
Claudio Trotta».

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