Elogio di Billie Joe, un frontman straordinario di cui sentivamo la mancanza

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di Laura Ritagliati
Foto di Roberto Panucci

14 gennaio 2017, Mediolanum Forum, Milano. Dopo l’avvio praticamente perfetto al Pala Alpitour di Torino (leggi qui la recensione del concerto), il Revolution Radio Tour 2017 dei Green Day ha continuato a scaldare i motori in giro per l’Italia, spostandosi a Firenze, Bologna ed infine Milano. Un inizio di tournée davvero entusiasmante per il trio californiano, merito soprattutto di un ritrovato Billie Joe Armstrong, da trent’anni a questa parte volto e anima della band. Uno stato di grazia confermato anche dopo averlo visto durante le abbondanti due ore di show che hanno infiammato il palazzetto meneghino.

Già, perché non ce ne vogliano i suoi compagni di avventura Mike Dirnt (che con le corde del suo basso ha fatto vibrare le migliaia di presenti), Tré Cool (che con la sua capigliatura azzurro puffo si è dato da fare alla batteria) e Jason White (che con la sua chitarra da qualche anno è ufficialmente “il quarto Green Day”), ma il vero mattatore di questi quattro concerti italiani è stato Mr Armstrong. Dopo un periodo non proprio brillantissimo che ha attraversato qualche tempo fa, il nostro Billie Joe è tornato ad essere l’incontenibile e infaticabile frontman di un tempo, all’altezza del ruolo che ricopre all’interno di una delle più grandi rock band del pianeta. Di seguito tre punti chiave che meglio sintetizzano lo stato di grazia del leader della formazione californiana, che ha tenuto tutti gli occhi puntati su di sé (anche) durante il concerto milanese.

Parola chiave empatia. A prescindere dalle doti canore che in tutti questi anni sembrano non aver perso un minimo di smalto e dalle sue capacità di musicista, se c’è una cosa che Armstrong sa indubbiamente fare è creare un immediato legame con il suo pubblico. Così è stato anche sabato 14 gennaio a Milano, quando già dopo il primo minuto di show aveva l’intero palazzetto in pugno. Sarà la sua espressione da “sconvolto” che fa subito simpatia, sarà l’intatto entusiasmo che ha nello star sul palco, sarà la giusta dose di ruffianeria che ci mette quando esclama in italiano con il tricolore sulle spalle “Milano ti amo”, ma il nostro Billie Joe ha conquistato fin da subito i presenti. Una complicità, quella tra lui e i suoi fan, lunga più di due ore, durante le quali ne ha anche chiamati alcuni sul palco.

Un frontman straordinario. Coprire degnamente questo ruolo non significa solamente fare di tutto per avere tutta l’attenzione su di sé, ma significa anche riuscire a coordinare e a “fare funzionare” il resto della band, come un buon direttore d’orchestra. Armstrong è molto bravo a trascinare i colleghi Mike Dirnt, Tré Cool e Jason White, che insieme a lui sorreggono uno spettacolo davvero imponente, non solo per gli effetti speciali (non si sono risparmiati in fatto di fiamme e fuochi d’artificio) ma anche per la durata e la quantità di canzoni in scaletta, che pescano tra il meglio della loro lunga carriera. Sul palco i tre compagni di avventura lo spalleggiano egregiamente, anche nelle sue “follie”, senza mai avere un attimo di cedimento.

Umanamente imperfetto. Se dovessimo scegliere un solo motivo che riassuma al meglio il perché Billie Joe Armstrong ci è piaciuto così tanto in questi quattro concerti italiani, sarebbe la sua umana imperfezione. È la prova vivente che anche le star, come il resto di noi, possono attraversare periodi bui (anche quando non si è più ragazzini, ma si ha passato da un po’ i quaranta), periodi che con una buona forza di volontà si possono lasciare alle spalle, conquistando definitivamente la luce in fondo al tunnel. Dopo i problemi con l’alcool che qualche anno fa hanno rovinato la lunga festa della trilogia di ¡Uno!, ¡Dos! e ¡Tré! e che avevano costretto Armstrong a una delicata rehab, in pochi (forse) avrebbero scommesso in un suo ritorno così all’apice. Billie Joe ci ha insegnato che l’importante non è essere perfetti, bensì che l’importante è riuscire ad alzarsi più forti che mai quando si cade. E di questo dobbiamo solo rendergli grazie.

Clicca qui per vedere le foto del concerto di Milano

 

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