Hip Hop Tv B-Day Party a Milano, rapper e reggiseni sul palco

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Hip Hop Tv ha festeggiato il compleanno in compagnia di quasi tutti gli artisti della scena rap italiana, con alcune sorprese. Ad iniziare dalle reazioni del pubblico.

Forum di Assago, Milano, 24 settembre 2013. Come ogni anno Hip Hop tv celebra il suo compleanno, e per farlo chiama a raccolta i principali artisti della scena rap nazionale. Quello che è cambiato negli ultimi 5 anni è l’impatto mediatico, che nel tempo è esploso, contribuendo a rendere la scena hip hop la più florida in Italia per volume e linfa vitale, come ci ha raccontato Max Brigante, volto e mente del canale tv, prima del concerto. Che poi “concerto” non è la parola giusta. Sarebbe meglio dire “sfilata”, considerando che sul palco si sono dati il cambio una cinquantina di rapper spesso per il tempo di un solo brano, per poi passare il microfono al collega successivo. In mezzo a questo continuo viavai emergere era questione di stile, soprattutto chi è riuscito a proporre una sua personale interpretazione è riuscito a lasciare un immagine nitida di se. Penso a Ghemon che ha cantato La verità (non abita più qua) che con il suo arrangiamento swingato e retrò ha aperto e chiuso una bella parentesi nel primo blocco, anche se la reazione del pubblico non è stata particolarmente calorosa. Oppure ai salentini Boomdabash che con i Sud Sound System hanno portato un po’ di reggae nel forum, facendolo ballare in levare. Ovazione anche per Bassi Maestro, chiamato a rappresentare la vecchia guardia mentre, tra le nuove leve, si è fatto notare Rocco Hunt, diciannove anni da Napoli, poche pose e molta voglia di raccontare qualcosa.

Poi, ovviamente, quelli che possono essere considerati gli headliner della serata: Nesli è stato accolto da un boato da far tremare i muri, Jake La Furia, Guè Pequeno e Don Joe hanno portato lo stemma della Dogo Gang sul palco, Noyz Narcos quello del TruceKlan, i Two Fingerz invece robottoni luminosi e un sacco di voglia di far ballare tutti, invocando «la cassa dritta ha sempre ragione». E difatti, complice il grosso impianto dai bassi profondi, le esibizioni che hanno funzionato meglio sono quelle che spostavano l’asticella verso la dance e la dubstep. Tra le sorprese della serata Emis Killa che ha aperto le danze (subito dopo il pre-show guidato dai Taurina Bros) presentando in anteprima alcuni brani dell’album in uscita a ottobre, Mercurio, così come Marracash che non era stato annunciato e ha promesso il nuovo disco per gennaio. In molti casi la comparsata è stata anche l’occasione per promuovere qualcosa, chi un disco, chi un tour, e sfruttare al massimo la vetrina offerta da Hip Hop Tv.

Tra i momenti più belli segnaliamo l’invasione di campo della crew Machete, che alla fine dell’esibizione infuocata di Salmo, è salita sul palco per cantare tutti insieme King’s Supreme (con Ensi che ha modificato la propria strofa in freestyle per l’occasione) e la partecipazione di Kurtis Blow, gigante della scena old school statunitense che ha proposto la vecchia hit The Breaks. Clementino, Kiave e di nuovo Ensi hanno partecipato alla sua esibizione cimentandosi in un freestyle molto ben riuscito, mentre Kurtis – classe ’59 – se la ballava sulla base funkeggiante, ricordando a tutti il suo passato da breakdancer. Infine è toccato a Fedez chiudere il concerto. Dopo aver cantato Bocciofili con Dargen D’Amico e Mistico, ha proposto Cigno Nero trasformando i 24 milioni di visualizzazioni nel coro di voci che ha cantato il ritornello.

Ma bisogna spendere due parole per il pubblico presente, a dir poco eterogeneo. Ho visto bambini che non potevano a vere più di dieci anni, con cappellini e magliette d’ordinanza, ballare le canzoni di Salmo, osservati dai genitori a metà tra il divertito e il perplesso. Ho visto diciasettenni brufolosi che sapevano a memoria tutti i brani di tutti gli artisti, e ogni volta che veniva annunciato il nome successivo reagivano entusiasti come se fosse quello che avevano sempre aspettato. C’erano ragazzi tendente all’hipster che non avrei mai immaginato di vedere in un posto del genere. E poi c’erano ragazze più che ragazzi, un sacco di ragazze di tutte le età che hanno lanciato sul palco parecchi reggiseni, come succedeva ai concerti rock nei ’70. Emblematico, no?

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