Un successo l’edizione 2013 dell’Home Festival

home-festival-2013-recensione-Barbon_20

L’Home Festival 2013 si è svolto dal 5 all’8 settembre presso la Zona Dogana di Treviso. Grande partecipazione del pubblico e successo confermato per una manifestazione in continua crescita. Ecco la recensione della quattro giorni. Foto di Martina Barbon

home-festival-2013-recensione-Barbon_5

Treviso, Zona Dogana, 5-8 settembre 2013. Novantacinquemila metri quadri sembrano uno spazio immenso alle sei del pomeriggio del 5 settembre, quando i cancelli in Zona Dogana a Treviso hanno appena aperto per la quarta edizione dell’Home Festival. Ma, man mano che il tempo scorre e le band si susseguono sui palchi, arriva gente da ogni parte del Veneto, e non solo, per assistere a quello che possiamo definire ufficialmente il più grande festival musicale gratuito d’Italia. Quando sabato 7, per esempio, si arriva a 35.000 persone sotto il palco da cui proviene il dj set dei Crookers, novantacinquemila metri quadri sono forse troppo pochi per riuscire a muoversi con una birra in mano senza rovesciarla.

L’Home Festival si è svolto su quattro giornate, da giovedì 5 a domenica 8 settembre, a Treviso. Ha visto esibirsi ottanta artisti su sei palchi e ha dato spazio a molte iniziative con varie aree ristorazione, bancarelle, giochi gonfiabili e zone adibite a incontri culturali. Lo scopo che muove l’intera macchina è riuscire a eguagliare i grandi festival europei nello spirito di libertà e opportunità che li contraddistingue e sembra che questo obbiettivo non sia solo un miraggio. Già l’anno scorso Giulio D’Angelo, responsabile Italia dello Sziget Festival, aveva apprezzato pubblicamente il sogno che stava prendendo forma a Treviso: In Italia manca un vero festival, che sia happening e non un mero assieme di concerti. In Italia manca un “vero” grande festival musicale simile al nostro Sziget ma anche ai tanti festival che costellano tante realtà dell’Europa del Nord e delle isole britanniche; un festival dove gente da tutto il mondo possa creare per un periodo più o meno breve una comunità che vive insieme 24 ore al giorno, che si diverte ma anche impara, si apre a nuove esperienze, è parte attiva e non solo passiva di un evento, che contagia col suo entusiasmo e col suo vissuto anche i cittadini che ospitano l’evento (…) Ecco, se penso all’Italia, se penso ad un posto dove quanto appena detto si possa smentire, quello è proprio Treviso, è proprio l’Home Festival.

Se c’è una caratteristica imprescindibile di ogni grande festival musicale, quella è la varietà di generi proposti. Così, all’Home Festival, il rock dei Ministri, divide il palco con l’house dei Motel Connection e il concetto di cantautorato spazia dalle rime di Salmo ai giochi di parole de L’Officina della Camomilla. Il primo giorno è dedicato al progetto Veneto Attack che riunisce il top del Veneto live: dall’irriverente Herman Medrano, ai goliardici Los Massadores. Il pogo è d’obbligo con i Rumatera che dividono in due la folla: Atensione! Sensa farve mal, l’importante xe divertirse, quando che parte la musica…pogate!
Venerdì, invece, sono ospiti d’onore gli Asian Dub Fondation direttamente da Londra con il nuovo album Signal And The Noise, ma ci sono anche i Linea 77 con la nuova formazione e i Persiana Jones, la band più longeva di ska-core nazionale.

home-festival-2013-recensione-Barbon_22

Sabato giungono nella Zona Dogana circa 35.000 spettatori che si muovono principalmente tra il Main Stage e il Jack Daniel’s Stage dove suonano Ministri – che affermano Ringraziate gli organizzatori perché questa roba è davvero preziosa – , Casino Royale, Motel Connection e i Crookers che esaltano definitivamente la folla che balla all’unisono con le mani al cielo. Sono circa le ventidue quando Michelangelo Pistoletto sale sul palco invitando i presenti, con un happening inaspettato, a lottare per cambiare la nostra società. L’artista, riconosciuto a livello internazionale, fa piovere sulla folla migliaia di coriandoli che riportano l’indirizzo di un sito internet: Rebirth-day.org.

Domenica 8 settembre, infine, è dedicata al cantautorato con L’Officina della Camomilla, L’orso, Lo Stato Sociale, Marta sui Tubi e l’attesissimo Francesco De Gregori. Sul main stage si fanno conoscere i Masca, vincitori dell’Home Festival Contest. Poi è il turno dei Marta sui Tubi che si dichiarano imbarazzati e commossi di stare sullo stesso palco del Maestro e chiudono con Vorrei, canzone presentata a Sanremo. Parentesi indimenticabile sul Jack Daniel’s stage con Lo Stato Sociale e i loro testi provocatori: Solitamente invitiamo le persone ad avvicinarsi ma questa sera non serve e questo è molto bello! Smettete di ascoltare Lo Stato Sociale e siate un po’ più uno stato sociale che cerca la verità. De Gregori sale sul palco senza troppi preamboli con la sua eleganza sincera; comincia con qualche pezzo del nuovo album Sulla Strada per poi tirare fuori la gioielleria. I Mellow Mood chiudono l’Home Festival con la gente che danza a ritmo di reggae.

E’ stata un’esperienza di quattro giorni ricca di spunti musicali e culturali. La kermesse ha raddoppiato il numero degli spettatori rispetto allo scorso anno (il 2013 va agli archivi con oltre 100.000 presenze) ma resistono ancora due muri da abbattere: i problemi logistici per raggiungere la Zona Dogana e l’impossibilità di riservare un’area al campeggio, cosa che porta il pubblico ad arrivare nell’area solo verso sera. Ma l’Home Festival promette di crescere sempre più ogni anno e tutti i presupposti ci sono.

home-festival-2013-recensione-Barbon_19

Commenti

Commenti

Condivisioni