Hozier vince e convince a Milano

Hozier Milano 8 luglio 2015 recensione
di Redazione
Foto di Elena Di Vincenzo

Circolo Magnolia, Segrate (Milano), 8 luglio 2015. L’atmosfera è quella da festival d’Oltremanica: vuoi il sound della serata, vuoi il verde, per quanto la ghiaia faccia di tutto per finire ovunque, così come la polvere. Milano sembra essere davvero lontana e Unaltrofestival offre il cartellone giusto e l’occasione adatta per evadere dal caldo torrido che sta attanagliando la città. La gente in attesa di Hozier aumenta mano a mano che il tempo passa: sui vari palchi si alternano Brothers In Law, Eaves, BadlyDrownBoy e quando arriva Hozier accompagnato dalla sua band esplode un boato.

Nel corso delle quindici canzoni, vere e proprie tessere di quel puzzle di un’ora e mezza che è stata la sua esibizione, il coinvolgimento del pubblico è stato tangibile, nonostante il caldo afoso che ha continuato ad imperversare: non solo sulle conosciutissime Take Me To Church e Something New o il nuovo singolo Work Song, ma anche su brani meno noti al grande pubblico, come To Be Alone e Cherry Wine (richiesta a gran voce): nessuno ha risparmiato applausi, cori a gran voce e ondeggiamenti a ritmo. Persino la violoncellista Alana Henderson, con cui Hozier ha duettato sulle note della tanto romantica quanto macabra In a Week, si è sentita in dovere di ringraziare i fan per il sostegno: «è difficile trovare un pubblico che venga coinvolto da una canzone che parla di morte in questo modo» esclama a fine pezzo.

Clicca qui per guardare le foto

L’impressione a pelle è che questo giovanotto irlandese sul palco ci sia proprio nato: nessun imbarazzo anche quando i volumi, durante Take Me To Church per esempio, non sono stati proprio all’altezza. Non c’è stato nemmeno un lampo di esitazione nei suoi occhi, ma una fermezza e una capacità di tenere in mano la situazione che hanno convinto. Durante le canzoni eseguite senza il supporto della band non si è avvertita alcuna mancanza, senza nulla togliere ai musicisti: la voce di Hozier e le sue chitarre hanno saputo ipnotizzare i presenti, trascinandoli in quel caldo abbraccio soul che lo ha reso famoso in tutto il mondo.

Non ha smesso di sorprendere piacevolemente neanche a fine live. Dopo la consueta uscita dal palco, per poi tornarci dopo qualche applauso e richiesta a gran voce – il tempo necessario per potersi legare nuovamente i capelli che, durante le precedenti esibizioni erano andati per conto loro, facendo sciogliere definitivamente le ragazze in prima fila – ha sfoderato un’interessante cover («just for fun!») di Problem di Ariana Grande, reintepretata ovviamente a modo suo.

Insomma, le aspettative sono state soddisfatte e, in alcuni casi, anche superate. A quando la prossima data in Italia?

Chiara Colasanti

Altri articoli su questo concerto

Commenti

Commenti

Condivisioni