Hurts in concerto a Milano: eleganti, composti (forse troppo) ma comunque fascinosi

Hurts Milano 23 febbraio 2015 recensione
di Redazione
Foto di Foto di Francesco Prandoni - Testo di Silvia Rossi

Alcatraz, Milano, 23 febbraio 2016. “Adesso siamo delle popstar, ma le radici sono importanti, non ci scorderemo mai di quello che abbiamo vissuto prima di arrivare fino a qui”. È Adam Anderson che parla, il synth man, a poche ore dall’apertura del live di Milano all’Alcatraz. Theo Hutchcraft lo vedremo direttamente sul palco la sera, palco che dominerà sinuoso ed elegante per tutto il concerto. Loro sono gli Hurts, vengono dall’Inghilterra, precisamente da Manchester il primo e da Richmond il secondo e tornano in Italia a distanza di un paio d’anni dallo scorso live. Sono cresciuti, sono fighi e suonano un synthpop, forse più pop che synth, che fa ballare e cantare per tutto il concerto un pubblico composto ma molto coinvolto.

Ad intrattenere la folla in attesa è stato il duo eletro-pop I’m Not A Blonde, poi poco dopo le 21.30 il titolo dell’ultimo album Surrender si illumina su un telo bianco ed ecco che proprio con la titletrack prende il via il live. La voce di Theo si unisce a quelle delle due coriste in un crescendo che esprime quell’idea di libertà di cui parlano gli Hurts quando spiegano il loro significato di “Surrender” – che non è arrendersi ma, appunto, lasciarsi andare per rinascere. Continuano seguendo la tracklist dell’album con Some Kind Of Heaven e solo alla fine il telo bianco scopre la struttura rialzata da dove suonerà la band che li accompagna.

Miracle è il primo brano di Exile (2013) che suonano mentre Why lascia spazio alla voce del pubblico che intona il ritornello “If this is love, why does it hurt so bad” in perfetto stile Coldplay. Con Somebody To Die For e Weight Of The World continuano con il loro lato più oscuro e romantico, che aiuta il frontman Theo a prendere più confidenza con il suo fascino e con il pubblico.

Al pubblico chiedono semplicemente di cantare le canzoni – “if you know the words, sing them loud please”, se sapete le parole cantate forte, per favore. I pezzi migliori son quelli del primo disco Happiness (2010), quelli dei primi Hurts, quelli forse un po’ meno strutturati e più istintivi e sperimentali nel sound: da Evelyn a Illuminated, fino a Affair, che emoziona la platea e che convince l’unico spettatore in possesso di un accendino ad accenderlo, alla vecchia maniera.

È tutto un crescendo di voce e strumenti, tastiere e chitarre, in un climax che termina nel silenzio, prima che tutto ricominci. I brani che si alternano in scaletta hanno tutti strutture molto simili tra loro, a portare un po’ di variazione ci pensa Lights, il pezzo migliore di Surrender, un funk rilassato e sensuale in pieno stile Prince. Della canzone hanno girato anche un video molto interessante – con Theo nei panni di un torero che si cimenta in una danza/lotta con una ballerina-toro – a cui proprio lui fa un riferimento accennando con un gesto alle corna del toro. Per richiamare la clip avremmo preferito vederlo ballare un po’ di più, ma forse il palco dell’Alcatraz non era abbastanza ampio.

Dopo Lights il concerto ha una svolta dance con Sunday (da Happiness) e Sandman (da Exile), e ci siamo subito resi conto tutti che soprattutto quest’ultima dal vivo funziona molto più che nel disco, il loop del ritornello è davvero coinvolgente. A chiudere il live prima dei bis sono le due hit degli esordi Wonderful Life e Better Than Love e la ballad Wings. È qui che Theo manifesta apertamente una quasi incredula e sempre composta gratitudine nei confronti del pubblico, mettendosi una mano davanti alla bocca e sul cuore per ringraziare. I due bis sono Nothing Will Be Bigger Than Us, sulle cui note si salta parecchio, e la ballad super pop Stay, con tanto di lancio di rose bianche al pubblico. Ed è subito romanticismo allo stato puro. Eleganti, composti, forse troppo, ma comunque fascinosi. Suonano circa un’ora e un quarto, avremmo voluto vederli muoversi di più, ma l’abbiamo fatto noi dalla platea.

Commenti

Commenti

Condivisioni