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Iggy Pop and The Stooges Milano 11 luglio 2013

Iggy Pop saluta Milano, felice come un ragazzino

Iggy and The Stooges in concerto a Milano, dove l’Iguana ha dimostrato ancora una volta di avere una vitalità invidiabile. La nostra recensione dell’evento.

Iggy Pop and The Stooges Milano 11 luglio 2013Ippodromo del Galoppo, Milano, 11 luglio 2013. L’ultima immagine della serata è quella di un Iggy Pop sorridente e felice come un ragazzino mentre si abbassa i pantaloni nel backstage (ma in diretta sui maxischermi), un rituale ormai classico del suo show. Il ragazzino in questione, tra l’altro, viaggia ormai verso i 70 anni e, seppur minato nel fisico – la sua zoppìa ormai lo costringe a una strana camminata -, dimostra che il titolo del suo ultimo album, Ready To Die, è solo l’ennesimo tentativo di esorcizzare la cattiva sorte. Poche volte, infatti, ci è capitato di vedere un performer così vivo e reattivo, magnetico e coinvolgente e in perfetta sintonia con il proprio pubblico, con cui cerca un continuo contatto fisico e mentale. La solita invasione di palco, stavolta, avviene durante Fun House, ma in ogni momento dello show Iggy – coadiuvato dai soliti compagni: James Williamson alla chitarra, Mike Watt al basso, Steven Mackay al sax e al piano e Toby Dammit alla batteria – mostra di voler coinvolgere il pubblico.

Pochi minuti dopo le nove e si comincia, con una doppietta che toglie subito il fiato, Raw Power e Gimme Danger, con la chitarra di Williamson sugli scudi, replica perfetta di quella originale degli anni Settanta. Un breve assaggio del nuovo album, con Gun, e poi è ancora delirio con 1970, I Got A Right e Search And Destroy, un inno immortale che tutti cantano in coro (una ragazza poche fila più avanti mostra sulla schiena un tatuaggio con la scritta “heart full of napalm” e potete immaginare la sua esaltazione).  I classici piovono come pietre (I Wanna Be Your Dog, con ovazione inclusa, e No Fun), ma Iggy, in questo tour, ha in serbo anche materiale che raramente trova spazio nei suoi live recenti, come Johanna e Beyond The Law (entrambe da Kill City) o, addirittura, la celebre The Passenger, tratta dal suo album solista Lust For Life, che conclude la prima parte dello spettacolo con tutti i presenti ad accompagnare il cantante nel coro.

Pochi minuti appena e si ricomincia con altre sorprese: Penetration ci riporta all’album Raw Power, la recente Sex And Money permette a Iggy di ricordare come lui sia ancora uno “sporcaccione, nonostante i miei 150 anni d’età”, Open Up And Bleed e Cock In My Pocket, di nuovo, sono totalmente inaspettate e mostrano un tiro micidiale. La celebrazione è quasi al termine e prima Burn, ancora da Ready To Die e, poi, Your Pretty Face Is Going To Hell decretano la fine delle ostilità. Iggy saluta e salta come un bimbo, fradicio d’acqua e sudore, ancora pieno di energia e vitalità. Come faccia, lo sa solo lui…

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