Il Cile porta in concerto a Milano le sue parole e la sua musica

foto-concerto-Il-Cile-milano-11-dicembre-2014

In Cile Veritas Tour sbarca al Tunnel di Milano per la prima serata del mini tour. Ecco la recensione del concerto dell’11 dicembre 2014. Foto di Stefano Galli

Tunnel Club, Milano, 11 dicembre 2014. Il Cile sceglie Milano come tappa di partenza per questa mini tournée tra Italia e estero. Dopo San Siro in apertura a Jovanotti nel 2013 e a Ligabue nel 2014, dopo l’Alcatraz si riparte dal Tunnel Club. Un locale che proprio per le sue dimensioni ridotte regala quella magia old style che spesso si perde in spazi più grandi.

Adoro i concerti “nudi e crudi” senza elementi scenografici abbaglianti che possano distrarre l’attenzione. «La musica farà da padrona questa sera», sento commentare da un giovanotto vicino al bancone. Come dargli torto. Quando le luci si spengono, i video non hanno immagini scintillanti. Quando c’è solo l’artista su quel palco, è in quel momento che capisci realmente il valore di un concerto.

La location piena colpisce i miei occhi. Un brusio costante in sottofondo. È gente che vuole divertirsi quella dei live. Sono le 21.20 quando, scortato dalla band, Il Cile fa il suo ingresso sul palco. Un intro strumentale veloce per poi iniziare, senza preamboli, con L’amore è un suicidio. È nella dimensione del club che si intuisce la reale profondità di un album. Ed è sempre in un club che si vede la stoffa di un artista. Se l’appeal con i fruitori della propria musica si è rinsaldato e quali canzoni vengono meglio recepite e cantate.

Il pubblico, inizialmente mite, scalda i motori e canta principalmente i brani del primo disco. Siamo morti a vent’anni, La ragazza dell’inferno accanto, Tamigi, I tuoi pugnali, Le parole non servono più, brano con il quale Il Cile si presentò al Festival di SanremoIn Cile Veritas non è uscito da molto, ed è normale che sia ancora un po’ acerbo nella sua presa sugli spettatori. Indubbiamente  Sapevi di me, Vorrei chiederti (quasi completamente coperta dalle voci dei presenti), Mary Jane, Parlano di te, Ascoltando i tuoi passi sono brani che catturano. Quei brani cioè che colpiscono per umore, parole e colori. Sono l’emblema dei “ciloski” e delle “ciloske” (questo il nome dei fan di Lorenzo): persone che han voglia di emozionarsi, ricordando quell’amore lontano bagnato da malinconia. Un pubblico, quello del Cile, che tra un coro da stadio e applausi scroscianti è vibrante e vivo una volta rodato.

La prima data di ogni tournée è quella più difficile. Quella nella quale devi calibrarti ed aggiustarti in corso d’opera. Una band preparata sicuramente aiuta: Presentini alle chitarre, Pasquini al basso, Squarcialupi alla batteria e Faralli alle tastiere non deludono le aspettative. Dritti come la cassa in quattro. Il mastro cerimoniere è Lorenzo Cilembrini, Il Cile, che sicuramente deve aver sentito quel minimo di pressione che ogni prima comporta. Concentrato è la prima cosa che si nota scorgendo il palco. Forse troppo. A tratti, con la chitarra a tracolla, risulta un po’ troppo impostato per i miei gusti. Ma tutto cambia quando si ritrova solo con il suo microfono. Il Cile non nasce come perfomer, ma come cantautore. È forse in quest’ottica che vanno letti la sua compostezza e il suo impaccio. Ma non disturba qualche imprecisione vocale, soprattutto verso la fine quando i brani si susseguono uno dopo l’altro senza sosta.

Il Cile porta in scena le sue canzoni e finché la gente le canterà sicuramente non perderà la battaglia contro il tempo di questo strano mercato discografico. Cemento Armato ne è l’esempio. Molti sono accorsi solo per sentire quel brano di ormai due anni fa. Già dalle prime note capisci che sarà cantata in duetto con il pubblico. Parlo per ultimo di quel brano degli esordi perché (e qui lo ammetto) uscendo nella gelida Milano notturna penso con rammarico che forse una canzone di tale impatto emozionale sarà un unicum tra le setlist dei suoi concerti futuri. E mi dispiace perché Il Cile ha una  penna fervida e vivida nelle emozioni che sa descrivere, a tratti asettica nelle terminologie usate e sicuramente non ancora completa, ma in crescita continua.

Altri articoli su questo concerto

Commenti

Commenti

Condivisioni