Uragano Iron Maiden: una band esagerata a Rock In Idro 2014

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Gli Iron Maiden sono stati i protagonisti assoluti della terza giornata di Rock In Idro 2014. Più che un concerto, un grande successo. Ecco la recensione del live visto all’Arena Joe Strummer di Bologna il 1 giugno. Foto di Francesco Prandoni

Arena Joe Strummer, Bologna, 1 giugno 2014. La terza giornata di Rock In Idro ha visto oltre ventimila metallari affollare l’ex Parco Nord sin dal primo pomeriggio. Del resto gli Iron Maiden sono da sempre garanzia di successo, visto il seguito fedele che li accompagna in ogni esibizione che si svolge nel nostro Paese. A ulteriore dimostrazione di quanto appena esposto, è partita ieri l’operazione The Beast Collection, che porterà tutti gli album della band nelle edicole a cadenza settimanale.

Ricordo bene le critiche dei fan che lo scorso anno avevano accompagnato la mia recensione del concerto di Rho. Era stato uno show indubbiamente di alto livello, ma – per il sottoscritto – non il migliore possibile per dei mostri sacri di un genere che hanno contribuito a sdoganare negli anni Ottanta presso le masse. A un anno di distanza, gli Iron hanno riportato il Maiden England tour in Italia. Sostanzialmente un evento identico al precedente, con giusto tre variazioni in scaletta. Ciò che è invece stato totalmente diverso è stato l’approccio del gruppo una volta salito sul palco.

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Sarà che a Bologna si mangia bene e che la band ama esibirsi in questa location (nel 2005 e nel 2008 infatti, il gruppo sfoderò proprio qui due prestazioni indimenticabili): in ogni caso, il concerto degli Iron a Rock In Idro 2014 è tranquillamente annoverabile nella loro top 5 italiana di sempre, vista l’aggressività stratosferica messa in mostra dai Sei non appena saliti onstage. Impatto devastante, gran voglia di suonare e di far saltare, cantare, pogare esaltando una platea che dal palco offriva un colpo d’occhio eccitante anche per delle rockstar consumate. Inoltre, l’ausilio di effetti pirotecnici ha contribuito a consegnare agli annali un’esibizione pazzesca, che ha dimostrato (fugando qualche legittimo dubbio emerso nell’ultimo lustro) come i Maiden siano ancora sulla cresta dell’onda e in forma fisica stratosferica, nonostante le 58 primavere di Steve Harris.

Prima di loro, il pubblico degli Iron, non esattamente facilissimo per chi non suona classic metal o non ha per lo meno un nome piuttosto affermato nella scena, aveva ben tollerato Black Stone Cherry e Opeth, riservando giustificati cori d’approvazione per gli italiani Extrema e accompagnando con numerosi applausi lo show degli Alter Bridge, capaci in un’ora molto intensa di proporre in setlist i classici e la chicca assoluta Fortress.

Domani Rock In Idro 2014 chiude i battenti con le sonorità alternative di Manic Street Preachers, Biffy Clyro, Pixies e Queens Of The Stone Age. Già da ora tuttavia si può parlare di un evento perfettamente riuscito, nonostante le sfortune climatiche capitate il 30 maggio.

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