Non chiamatelo più Zio. Oramai J-Ax è Il Capo

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J-Ax porta a Milano il suo tour 2015 per la prima di sette date che terrà all’Alcatraz tra marzo e aprile. Leggi la recensione del concerto del 17 marzo.

Alcatraz, Milano, 17 marzo 2015. Se oggi il rap in Italia è il genere pressoché dominante presso i giovani e nelle chart, il merito è sopratutto di J-Ax. L’ex Articolo 31, sin dagli esordi nei Novanta insieme a DJ Jad, non ha mai smesso di cercare di rendere appetibile per le masse un prodotto ostico come l’hip hop. Oggi, a 42 anni, è in cima al gotha ed è sostanzialmente l’unica figura nostrana credibile e assimilabile (con le dovute differenze che intercorrono a livello di cultura musicale – e non solo – tra i due Paesi) ai rapper multimiliardari a Stelle e Strisce, essendo allo stesso tempo un cantante, un produttore e un imprenditore di successo.

Non solo. J-Ax è tra i pochi a potersi permettere di suonare deliziosa musica pop miscelando a proprio piacimento rap, rock, reggae, punk e melodie prettamente nazionali in un magma personalissimo e unico, che raggiunge con semplicità disarmante anche le orecchie dell’ascoltatore occasionale.

Il suo set non lascia nulla al caso: scenografie e cura dell’audio in primis, fino all’avere sul palco una batteria elettronica settata magnificamente e una vera chitarra elettrica caricata a decibel e riff rock. Ci sono le coriste, arrivate dalla sua squadra dell’ultima edizione di The Voice, le ospitate del fratello Weedo (ex Grido dei Gemelli DiVersi), l’immancabile (e fondamentale) spalla Space One e una consolle che pensa a tutto il resto. La scaletta è una bomba, con pochissime pause e una serie di pezzi che, seppur lasciando ampio spazio all’ultimo disco, arrivano a riprendere anche inni come Spirale ovale e Domani smetto, risalenti all’epoca Articolo 31.

La cosa che caratterizza bene o male quasi tutte le canzoni proposte, è il totale supporto che il pubblico fornisce a J-Ax dall’inizio alla fine. Ogni verso viene cantato all’unisono, spesso il volume della folla è così alto da coprire il suono di ciò che la band sta facendo sul palco. E questo affetto e questa fedeltà sono componenti che, nel corso degli anni, non sono mai mancate al cantante. Cantante che non è mai stato un virtuoso e tanto meno un’ugola d’oro. Ma è riuscito a creare nel tempo una serie smisurata di hit nelle quali generazioni differenti si specchiano ancora oggi. Testi che di primo acchito sembravano facilmente liquidabili come roba per bambocci hanno invece mantenuto intatto il potere comunicativo anche (e soprattutto) nell’era digitale, dove quasi tutto ruota oramai intorno alla messaggistica breve ed istantanea. Oltre a questo il suo show è ancora uno dei concerti più divertenti cui poter partecipare: due ore abbondanti di ritmo, cori, energia, salti e positività diffusa.

I sette spettacoli che Ax terrà all’Alcatraz saranno filmati per un live DVD di prossima pubblicazione. È quindi lecito aspettarsi novità e sorprese nelle repliche che seguiranno a marzo e aprile. Per quanto visto stasera, il discepolo Fedez e l’altra star del rap italiano Emis Killa dovranno davvero superarsi per mettere in discussione (almeno a questo giro) lo status dell’ex Zio, diventato dopo vent’anni di carriera Capo assoluto della scena. La sfida è appena cominciata.

Guarda le foto del concerto.

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