Jack Savoretti a Milano, ora anche l’Italia si è accorta di lui

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Jack Savoretti sbarca a Milano per un doppio concerto al Blue Note. Il suo tour italiano prosegue a gonfie vele ed è il modo migliore per far conoscere al nostro pubblico un nome che all’estero va già molto forte. Ecco la recensione dello show.

Blue Note, Milano, 11 marzo 2014. Su Jack Savoretti avevamo già messo gli occhi quando lo avevamo incontrato a Sanremo quasi un mese fa. Persona gentile e disponibile, artista determinato e dotato di forte personalità, oltre che di una grande voce. L’importante palco del Blue Note di Milano lo ha ospitato due volte nella stessa serata, in modo da soddisfare la richiesta di biglietti da parte del pubblico, dopo che lo spettacolo delle 21 era stato dichiarato sold out già da tempo.

Jack si presenta con i Dirty Romantics poco dopo le 23, dichiarando subito ai presenti che «Ehi è la prima volta che facciamo un concerto subito dopo aver finito un altro concerto, non so cosa succederà, noi ci proviamo». Savoretti è entusiasta e felice di essere in Italia per una tournée, dopo aver pubblicato tre dischi di buon successo in Inghilterra negli ultimi anni e aver aperto davanti a platee oceaniche gli show di Springsteen e Neil Young (giusto per inquadrare il ruolo che il Nostro ha all’estero): il suo nome da noi è conosciuto da chi è un amante delle sonorità alla Paolo Nutini e affini, ma anche il pubblico più generalista si è accorto di lui, grazie alle comparsate in televisione del cantautore inglese, dal sangue italianissimo, a Quelli che il calcio e a Deejay chiama Italia.

Il pubblico impiega una mezz’oretta a sciogliersi, intento inizialmente a farsi trasportare dall’ugola ruvida e affascinante del cantante. Jack scherza con i presenti dicendo «Non ci è mai capitato di suonare davanti a della gente vestita così bene, grazie!», per poi colpirli con le sue hit Changes e Not Worthy, dedicando Take Me Home al paese che lo ospita: «Sapete sarà anche vero che l’Italia è nella merda, ma rimane comunque il posto più ospitale del mondo, io sono solo mezzo italiano ma negli ultimi giorni mi sono davvero sentito a casa, è bellissimo».

Savoretti patriota e scatenato nel finale occupato dalla ritmata Knock Knock, prima che il tributo a Battisti faccia cantare un’audience che ha carburato e ascolterebbe ancora a lungo il singer. Sulle note di Ancora tu si chiude anche il secondo show dell’artista, che questa sera ha messo a segno un colpo importante in una città che, prossimamente, lo ospiterà sicuramente in location più capienti.

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