Jack Savoretti porta in scena la sua (duplice) anima a Milano

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Tutto esaurito per la data milanese di Jack Savoretti. Il cantautore è salito sul palco del Blue Note per presentare dal vivo il suo ultimo album Written In Scars. La recensione del concerto del 22 aprile 2015. Foto di Elena Di Vincenzo

Blue Note, Milano, 22 aprile 2015. Classe 1983, nato a Londra da padre italiano, Jack Savoretti è tornato alle sue (amate) origini con un tour nel nostro Paese che lo ha portato (e lo porterà) sui palchi delle principali città. Dopo Treviso e Trieste è stata la volta di Milano. Sono le 21 passate da qualche minuto quando Jack fa il suo ingresso al Blue Note accompagnato dai Dirty Romantics, la sua band di quattro elementi che lo affiancherà nel corso di questa tournée nel Bel Paese.

La serata ha inizio con Written In Scars, canzone che da il titolo all’ultimo e quarto disco della sua carriera, pubblicato a febbraio 2015. Il pubblico venuto ad assistere al concerto è più eterogeneo che mai: uomini in giacca e cravatta accompagnati da signore fresche di parrucchiere, si alternano ai (e soprattutto alle) fan più scatenati posizionati nelle prime file.

Già dopo poche canzoni l’atmosfera che Jack è in grado di creare è un efficace mix tra quella intima e raccolta tipica dei live nei club e quella adrenalinica e scalpitante degna di un concerto rock. Come spesso accade ai suoi live, la serata si trasforma in un dialogo (in italiano “sporcato” da alcune espressioni inglesi) aperto tra lui e il pubblico.

“Fa sempre strano cantare mentre la gente è intenta a mangiare”, dice ridendo dal palco (il Blue Note è anche un ristorante, ndr) . “Il vero bocconcino sei tu”, risponde una signora dalle prime file. 1 a 1 e palla al centro. La voce graffiante e intensa di Jack si esprime al meglio in brani come Home e Tie Me Down. La serata entra nel vivo con Other Side Of Love. Anche le coppie più impettite si alzano in piedi e si lasciano andare. Ok Jack, è fatta.

Dopo una breve pausa di una manciata di minuti, Savoretti riprende con Changes, accompagnato solo dal suo pianista, regalando al pubblico una versione più intensa che mai. Rende quindi omaggio alle sue amate origini italiane con una cover di Ancora tu di Battisti: “L’Italia è diventata un po’ la mia amante“, scherza Jack. La serata si chiude con bandiere del Genoa (sua squadra del cuore), invasioni di palco (o meglio dire di campo) e pubblico scatenato sulle note di Come Shine A Light.

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