La prima volta di James Bay in Italia: promosso

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Un Biko tutto esaurito ha accolto il giovane cantautore inglese James Bay, che con il brano Hold Back The River sta raccogliendo numerosi consensi. La recensione del concerto di Milano del 25 gennaio 2015. Foto di Stefano Galli

Biko, Milano, 25 gennaio 2015. Non sono ancora le 21.00 quando fuori dal Biko una (composta) folla di persone attende paziente l’apertura delle porte per assistere al live di James Bay.  Quello che mi stupisce di più è il silenzio quasi liturgico con il quale si consuma l’attesa. Siamo tutti radunati qui per assistere al primo concerto italiano del giovane cantautore inglese classe 1990. Reduce dalla vittoria del prestigioso Best Critics’ Choice Award (premio in precedenza assegnato ad artisti come Adele, Florence + The Machine e Sam Smith) si preannuncia come una delle promesse di questo 2015.

Il locale si riempie poco a poco, fino a quando alle 22.15 fa il suo ingresso James. Capelli lunghi, jeans, giacca di pelle e carnagione diafana, sul palco è accompagnato solo dalle sue due chitarre e dal tastierista. Le numerose ragazze presenti immortalano il suo arrivo con sguardo sognante, abbracciate da fidanzati un po’ meno convinti. La serata inizia con Craving, brano che aprirà l’album Chaos and The Calm, in uscita il prossimo 24 marzo. Nonostante il disco debba ancora essere pubblicato, la maggior parte dei presenti conosce (già) tutti le canzoni a memoria. Si continua con When We Were On Fire e con la ballata intimista If You Ever Want To Be In Love. Dopo tre pezzi l’atmosfera è già molto intima, a tal punto che Bay sussurra un sentito «You are beautiful» (gratificato da una ragazza del pubblico che esclama «»You too!»).

James dimostra tutta la sua bravura e il suo amore nei confronti della chitarra, strumento che lo accompagna da quando aveva 11 anni. Più che suonarla sembra accarezzarla, creando così un sound molto delicato. Senza dubbio sa tenere il palco: gli anni trascorsi a suonare nei locali di Brighton e Londra si notano. Lo sguardo inizialmente incerto dei fidanzati/accompagnatori presenti si allinea con quello delle loro amate. Complice le dimensioni ridotte del locale, l’atmosfera intima e raccolta che si è creata fa sembrare di assistere a uno showcase più che a un concerto vero e proprio. È il momento di Let It Go e di Scars – quest’ultimo è un brano che parla di abbandono e che ha impegnato Bay per due anni. Sono quasi le 23.00 quando la serata termina con la hit Hold Back The River. La tappa milanese è l’ultima del tour che ha portato il cantautore britannico in giro per l’Europa («Sono onorato di concluderlo qui») ma potrebbe essere la prima di una lunga serie nel nostro Paese.

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