Location, brani, atmosfera: perfetto il live di John Carpenter al TOdays di Torino

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di Eleonora Gasparella
Foto di Alessandro Bosio

Todays Festival, Torino, 26 agosto 2016. John Carpenter, uno dei più grandi registi del genere horror, è un signore che ha sperimentato, in modo assolutamente personale, la felice intersezione tra musica e cinematografia, componendo in prima persona la maggior parte delle colonne sonore per i suoi film e quest’anno era tra gli ospiti più attesi del festival  torinese. Il live ha luogo all’interno dell’ex Fabbrica INCET, uno spazio evocativo che sembra fatto apposta per accogliere questo grande maestro delle tenebre. Il pubblico, composto da persone dai 30 anni in su, indossa magliette dei suoi film più famosi, 1997 Fuga da New York, Halloween e Essi vivono: è evidente che il concerto è pressoché riservato ai conoscitori e amatori del Carpenter regista. Quella di stasera è però un’occasione davvero imperdibile: si tratta infatti dell’esordio dal vivo del Carpenter musicista che avviene a qualche mese dall’uscita di Lost Themes I e II, quindi lo si attende con particolare trepidazione e un mix di curiosità e nostalgia.

Prima del concerto, tra un commento sulla fotografia di questo o dell’altro film, i minuti scorrono veloci. L’opening act Paolo Spaccamonti, ha il compito di riscaldare la folla con ipnotici suoni di tastiera e dopo un rapido cambio palco finalmente John Carpenter fa il suo ingresso, accompagnato da una band di cinque elementi che comprende anche il figlio Cody. Tutti i musicisti sono rigorosamente vestiti di nero e al centro c’è lui, 68 enne in forma smagliante, che ammicca e sorride al pubblico masticando chewing-gum. Tutti sappiamo di trovarci davanti una figura di un certo calibro, che ha saputo scrivere un gigantesco capitolo della storia del cinema, ma che soprattutto ama la musica e ama farla a modo suo, con uno stile inconfondibile e brani taglienti ed evocativi, proprio come i suoi film. È questo che ci aspettiamo di ascoltare.

L’inizio scoppia come una bomba. Senza alcuna presentazione, inizia il tema di 1997: Fuga da New York dando il via a un viaggio musicale e visivo che durerà per circa un’ora e mezza. Canzone dopo canzone, scorrono i temi che hanno accompagnato le sue pellicole più famose: da Il Signore del Male a The Fog, dal quasi blues di Essi vivono all’ironica Grosso guaio a Chinatown. La folla è estasiata, balla e alza le braccia al cielo, bisogna ammettere che è impossibile restare indifferenti guardando le scene dei film che scorrono sul maxischermo mentre vengono suonati i brani. E Carpenter è lì di fronte a noi e, come noi, si gusta lo spettacolo. «All my career I’ve made horror movies» dice sorridendo, «I love horror movies. Horror movies will last forever»: tutto il pubblico lo segue adorante e pende dalle sue labbra.

Il tempo scorre tra brani classici e pezzi presi da Lost Themes. A terminare la prima parte del concerto è Il seme della follia, che lascia spazio ad un encore di quattro brani, che si chiudono con il tema di Christine la macchina infernale.

Il bilancio è assolutamente positivo: setlist impeccabile che non delude nessuno, i grandi classici sono mescolati con sapienza ai nuovi pezzi, che riescono comunque a mantenere alto il livello. Tutto grazie al tocco magico di Carpenter, compositore visionario e fuori dagli schemi, che tanto ha dato e da cui tantissimi continuano ad attingere (impossibile non pensare al successo della recente serie di Netflix Stranger Things che trova nel lavoro musicale di Carpenter una grandissima, se non totale fonte di ispirazione).
Dalla location, ai brani, all’atmosfera, tutto è stato perfetto e ci ha ricordato ancora una volta perché quest’uomo abbia scritto la storia del cinema e della musica. Ci aspettavamo un vero spettacolo e siamo stati accontentati: il Maestro è riuscito a regalare al pubblico di Torino una grande serata, davvero difficile da dimenticare.

Le foto del concerto

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