Jovanotti a Milano, il racconto di «una notte fantastica»

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di Laura Ritagliati
Foto di Michele Lugaresi

Mediolanum Forum, Assago (Milano), 27 novembre 2015. Il tour 2015-2016 di Jovanotti sbarca a Milano. Dopo gli stadi della scorsa estate, Lorenzo è pronto a cogliere questa nuova sfida: una lunga serie di concerti che  lo vedranno impegnato fino al prossimo gennaio sia in Italia che, per una piccola parte, anche all’estero.

Appena arrivata al Forum mi accorgo subito che l’atmosfera è quella di una vera e propria festa, una delle (ormai) poche senza inutili dress code o selezioni all’ingresso, una delle (ormai) poche dove ci si diverte e basta. Manca ancora mezz’ora all’inizio del concerto e il clima è già caldo. Un gruppo di ragazze si scatena in mezzo al parterre sulle note di Body Movin dei Beastie Boys, sparata a palla dalle casse di Radio Soleluna. Guardando il palco salta subito all’occhio la gigantesca V (non di vendetta e nemmeno di vittoria, bensì di vita) che taglia in tre parti l’arcobaleno giallo, rosso e blu che compone la scenografia.

Sono quasi le 21.30 quando Jovanotti e la sua band – la stessa del tour estivo – sbucano in scena. Nessuna entrata trionfale senza troppi effetti speciali, si incomincia diretti a suon di musica. Con un abito nero dalle lunghe frange rosse, Lorenzo sfodera subito i suoi assi danzerecci: E non hai ancora visto niente, Sabato e un mash up tra Tensione evolutiva, Coraggio e Wanna Be Starting Something sono tra i primi brani che compongono la lunga scaletta del tour. Sui tre mega schermi che fanno da sfondo al palco le immagini del concerto si alternano a clip e grafiche animate, mentre fasci di luce laser bianchi e rossi vanno a tempo di beat. Un inizio col botto e a suon di elettronica, peccato solo per i bassi “violentati” dall’acustica del Forum non all’altezza. Jovanotti balla e si scatena sulla passerella a led che si prolunga verso il pubblico, mentre alle sue spalle scorrono figure psichedeliche.

Le illustrazioni di Davide Toffolo fanno da intermezzo con la parte centrale dello show, dove i ritmi tribali cedono il passo ad atmosfere più intime. «Sono strani questi giorni per fare concerti», dice Lorenzo guardano i migliaia di fan presenti questa sera. «Forse anche per questo motivo tutto sembra acquisire maggior significato, anche le canzoni d’amore». Con Ragazza magica il palazzetto si tinge di rosa, mentre Jovanotti si avvicina agli spettatori delle prime file. Baci, abbracci, strette di mano, Lorenzo non sa cosa sono le distanze e si da “in pasto” al suo pubblico, che lo ricambia con un affetto commovente. Infatti, anche  in questa parentesi più romantica e meno festaiola, il calore dei presenti è palpabile, da pelle d’oca in brani come Gli immortali. Ha ragione Lorenzo, quelle che fino a poco tempo fa ascoltavamo come “semplici” canzoni in questo periodo sembrano avere un’essenza ancora più profonda.

Nell’ultima parte della serata brani come L’estate addosso, Pieno di vita e Penso positivo ri-accelerano i ritmi di uno show che sembra cucito su misura su Mr. Cherubini, come un abito sartoriale. Quasi due ore e mezza di concerto – sporcato solo da qualche imprecisione – dove Jovanotti non si risparmia nemmeno un minuto, concedendosi totalmente ai suoi fan che lo ricambiano con un calore da 110 e lode. Sei davvero un ragazzo fortunato Lorenzo.

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