A un concerto dei Kasabian si balla: Milano celebra l’elettro-rock degli inglesi

Kasabian Milano 2014 recensione

Secondo concerto in Italia in due giorni per i Kasabian. La band di Leicester si è esibita al Mediolanum Forum di Assago (Milano) nel primo giorno di novembre, mostrando la priopria attitudine a mischiare rock ed elettronica. Ecco la recensione dello show. Foto di Francesco Prandoni

1 novembre 2014, Milano, Forum di Assago. Neanche il tempo di salire sul palco, che già i Kasabian stanno riversando sul pubblico un entusiasmo da fine concerto. L’approccio della band di Leicester è sorprendente, paragonabile a quello con cui di solito i grandi artisti chiudono i propri live: braccia al cielo e festeggiamenti mentre ci investe la potenza di Bumblebee e un tappeto di luci violacee ci bombarda gli occhi. Dopo lo show di ieri a Roma i Kasabian passano da Milano per raccogliere i frutti di una carriera decennale e dell’ultimo album 48.13, che spinge nuovamente l’acceleratore verso l’elettro-rock – che è da sempre nel loro DNA – dopo un album, Velociraptor!, che  aveva un po’ nascosto questa attitudine. Ed è proprio questo ritorno alle origini che caratterizza la partenza al fulmicotone, mentre la band si scatena sotto la troneggiante cifra che dà il titolo al disco. Tom Meighan, sempre più convincente anche a livello vocale, alza le braccia al cielo mentre Serge Pizzorno scodinzola felice. Non è una metafora: il bizzarro chitarrista ha realmente una coda da volpino che gli sbuca dai pantaloni e che lo fa sembrare un personaggio di un film di Tim Burton (guarda le foto).

Gli inglesi infilano una dietro l’altra le canzoni che li hanno fatti amare dai loro fan. Where Did All The Love Gone è accompagnata da un quartetto d’archi che indossa il vestito da scheletro stilizzato caratteristico del tour e ben si sposa con il weekend di Halloween. Days Are Forgotten è impreziosita da un trombettista. Ma ce ne accorgiamo appena, il palco è tutto per Serge e Tom, che se lo litigano cordialmente secondo uno schema ormai rodato. Quello che appare chiaro da subito è che i Kasabian vogliono prima di tutto far ballare i presenti, e i nuovi pezzi sembrano scritti appositamente per questo scopo. La mia impressione è che qualcosa non funzioni a dovere. Sarà che non sono ancora stati digeriti adeguatamente, sarà che il fraseggio tra laser e tastiere è meno impattante di quanto non lo sia durante brani più datati come ReWired o Empire, ma il pubblico sembra un tantino stordito da questa deriva così smaccatamente elettronica. Si scalda veramente solo verso la fine, quando Fire – scusate il gioco di parole –  infiamma tutti i presenti: gli 8.000 del Forum saltano per tutta la durata del pezzo. Poco prima gli inglesi avevano festeggiato Halloween a modo loro, regalandoci un’inaspettata versione di Ghostbuster, mai così divertente come ora.

Rapidissima pausa e si torna fuori, per l’ultimo assalto sonoro. Stevie è uno dei brani più riusciti di 48:13, Vlad The Impaler tira fuori la loro anima rock’n’roll, ma è Goodbye Kiss il pezzo che la maggior parte dei presenti aspetta. La ballata di Velociraptor! è stata fondamentale per farli conoscere al grande pubblico in Italia: il Forum canta rapito dondolando testa e braccia. Toglieteci tutto, ma non la melodia! I sei musicisti sul palco sembrano invece preferire altre atmosfere e dopo una breve – e riuscitissima – citazione di Praise You di Fat Boy Slim, ce lo ricordano con L.S.F. È passato un decennio da quando uscì come terzo singolo del loro primo album, e a ripensarci è formidabile come la band di Leicester sia riuscita, nel corso di cinque album, a rinnovare il proprio sound mantenendo uno stile personalissimo e per questo immediatamente riconoscibile. Il concerto ne è stato la prova nonché la migliore delle celebrazioni possibili. Come ci ha raccontato lo stesso Pizzorno nel camerino poco prima del sound check, il modo migliore per festeggiare è «stay alive».

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