Katy Perry merita lo scettro di nuova regina del pop

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A dieci mesi dalla fine dell’anno, lo spettacolo di Katy Perry a Milano potrebbe già vincere il premio di evento pop del 2015. La recensione del concerto del 21 febbraio al Forum di Assago. Foto di Francesco Prandoni

Mediolanum Forum, Assago (Milano), 21 febbraio 2015. Di tournée stratosferiche nell’ultimo anno ne sono passate parecchie a Milano, ma in ambito pop nessuno può reggere il confronto con il Prismatic World Tour di Katy Perry. L’inizio, con la recente hit Roar e la ritmata Part of Me, è di grande impatto. L’energia dei brani e le coreografie sono così intense da costringere la popstar a cantare parte delle canzoni sopra alla sua stessa voce registrata. Britney Spears e compagnia avrebbero completamente ceduto al playback sin dal primo secondo, ma Katy ha mostrato di voler mantenere una parvenza di cura per l’aspetto musicale.

Tolte le coreografie, come il remix di Wild Awake, Katy non delude mai. La sua performance è buona non solo vocalmente: l’americana intrattiene il pubblico anche con qualche battuta, strappando sorrisi. Con grande naturalezza balla, canta, si arrampica, suona la chitarra, rimane appesa sopra le teste dei presenti e rischia persino di sfracellarsi al suolo quando, saltando giù da una pedana, i ballerini non la prendono perfettamente al volo.

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Da un punto di vista musicale, Katy non si limita all’esecuzione dei suoi brani. Molti dei suoi successi sono infatti reinterpretati. Hot N Cold, per esempio, diventa un pezzo jazz in stile Broadway – con tanto di ballerina vestita da gatta che balla il tip tap. È uno dei tanti omaggi ai suoi fan, i Katycats, che proseguono con un una serie di coreografie e costumi a tema felino. «So che voi fan italiani avete fatto una donazione all’Unicef (del quale Perry è ambasciatrice, ndr) per me e mi avete regalato un gatto. Grazie di scuore!», urla Katy dal microfono con un certo orgoglio.

Sarà per questo che ai fan italiani concede di tutto, persino di toccarle un seno. Accade quando un Katycat, invitato dalla popstar, sale sul palco. Per prima cosa le  ruba il microfono e le canta una serenata sulle note di Unconditionally. Tra un abbraccio e l’altro accade l’impensabile: lui le appoggia una mano sul seno. Ma lei, con grande senso dello spettacolo, ci scherza su e lo lascia fare. Anzi, gli prende la mano e la rimette proprio lì, dove molti uomini vorrebbero arrivare ma (quasi) nessuno può. Finto o no, è un momento di spettacolo in cui la Perry mostra cosa significhi la parola “show”.

Quando tocca poi a lei cantare la stessa canzone, vestita da fatina dei boschi e con in mano una chitarra decorata con degli swarovski, l’atmosfera si fa ben diversa. “Magica” è il termine giusto per descrivere l’emozione davanti a quei 10 mila smartphone che illuminano il Forum. Ma è l’enorme telo sulla testa della cantante a far la differenza. Grazie a delle luci proiettate, i girasoli stampati prendono vita e regalano una scenografia unica.

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Con il mash up di This is How We Do e Last Friday Night il Forum si trasforma in una discoteca. Tutti ballano e cantano, incluso un Marco Mengoni scatenato che nelle ultime file del parterre salta insieme ad alcuni amici. Il gran finale è con Fireworks e quelle migliaia di palloncini colorati liberati sulle teste dei presenti. Come concept, abiti, scenografie e adattamenti delle canzoni, Katy Perry non è seconda a nessuno, per ora. Vedremo se Madonna saprà fare di meglio.

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