Sempre, comunque, esageratamente Kiss. La recensione del concerto di Milano

recensione concerto kiss milano 18 giugno 2013

I Kiss si sono esibiti in concerto al Forum di Assago (Milano) nella seconda data italiana del 2013, dopo quella svoltasi a Codroipo (Udine) il 17 giugno. Palco mostruoso, esplosioni, fuochi d’artificio ed esagerazioni assortite hanno fatto da contorno all’hard rock della leggendaria band statunitense. Ecco la recensione dello show.

Forum di Assago, Milano 18 giugno 2013. I Kiss non si smentiscono mai: l’esagerazione dev’essere alla base di tutto. Il loro show dal vivo, nonostante i veterani Simmons e Stanley abbiano oramai superato i 60, non è mai invecchiato: fuochi artificiali, botti, schermone gigante, voli sopra la folla, sangue finto e via dicendo a supportare una proposta di rock duro molto semplice e lineare, senza complicazioni strutturali e con ritornelli dal sicuro impatto. Su tutto questo i Kiss hanno costruito una carriera incredibile, da icone assolute di un genere oltre che da multimiliardari dello star system. E benché vederli nel 2013 possa farli apparire abbastanza fuori dal tempo, la realtà è che spettacolo e musica reggono eccome allo scorrere degli anni; specialmente se tanti genitori (e tante mamme, non solo papà rockettari vecchio stile) hanno pittato a dovere bambini e bambine e se li sono portati al concerto.

E’ una grande festa questa, coriandoli, cori, petardi a inizio e fine di ogni pezzo e i classiconi che puoi sentire da anni su qualsiasi emittente radiofonica seria anche se generalista: I Was Made For Lovin’ You è l’inno nazionale dello stato dei Kiss, delirio collettivo su Rock And Roll All Nite e Shout It Loud, Simmons sputa sangue finto su God Of Thunder e Stanley vola su un palchetto adibito in zona mixer per cantare in mezzo al pubblico Love Gun. Impossibile chiedere alla band variazioni su una scaletta oramai collaudata (questa sera c’è Calling Dr. Love in più rispetto a quanto riportato), ma la gente è contenta così. Anzi, parecchia gente è contenta così: sebbene nel parterre si stia abbastanza larghi sui lati, sugli spalti non c’è un posto a sedere libero.

La Kiss Army ancora una volta ha risposto alla grande alla chiamata, dimostrando nuovamente la fedeltà al quartetto statunitense. Che a sua volta ha ripagato i fan con sudore e tanto cuore: pazienza se la voce di Paul non regge oltre mezz’ora e se i Nostri non sono esattamente mai stati mostri di tecnica esecutiva, è il rock and roll baby, e a noi piace ancora così, bello tamarro ed esagerato!

Solo in mattinata siamo venuti a conoscenza dell’incidente che è costato la vita a un operaio addetto allo smontaggio del palco. Al momento sono in corso gli accertamenti per stabilire le cause della tragedia.

 

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