Emozioni e 3D in una serata memorabile: i Kraftwerk a Roma lasciano il segno

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Grande evento a Roma in occasione del concerto 3D dei Kraftwerk. Ecco la recensione di una serata memorabile anche per la stessa band.

Auditorium, Roma, 14 luglio 2014. Se anche l’uomo-macchina per eccellenza, il glaciale Ralf Hutter, si concede un sorriso di soddisfazione prima di lasciare il palco dopo due inaspettati bis – quasi un miracolo per i Kraftwerk -, allora vuol davvero dire che la serata all’Auditorium di Roma è stata una di quelle memorabili.

Ancora di più se si pensa che, a fronte di uno spettacolo immutato nel tempo (o quasi), i quattro tedeschi riescono a emozionare ancora con un repertorio sì immortale, ma di cui si conoscono tutti i segreti e gli ingredienti. Le versioni dei brani sono più o meno le stesse che siamo abituati a sentire da qualche anno a questa parte, ma nella versione 3D – apparato video molto semplice ma al contempo divertente e appagante – scatenano applausi e sincera emozione tra i tremila spettatori dell’Auditorium.

Poco dopo le 21 è The Robots a far partire lo spettacolo che, da lì in avanti, proseguirà con capitoli ben precisi e blocchi di canzoni tratte dallo stesso album in sequenza. Si parte con Computer World, da cui vengono eseguite la title track, Computer Love, Numbers, It’s More Fun To Compute e Pocket Calculator, nella versione italiana, Mini calcolatore, e The Man Machine, eseguito al completo a eccezione di Showroom Dummies (una nota a parte la meritano le splendide e sottovalutate Neon Lights e Space Lab, con tanto di astronave che atterra al Colosseo di Roma).

E se questi due lavori vengono saccheggiati con dovizia, è un peccato come sempre constatare come i primi tre, al contrario, godano di pochissimo spazio, giusto quello necessario per i pezzi che li intitolano: nonostante tutto, però, Autobahn (con lo spassoso video che riprende la leggendaria copertina), Radioactivity e Trans Europe Express restano tra i momenti più alti dello spettacolo e, da soli, giustificherebbero l’incredibile notorietà e l’aura di leggenda che circonda il quartetto tedesco.

All’appello, dunque, restano ancora Tour De France – tema più che mai attuale, vista la contemporaneità della corsa a tappe con il concerto – che regala anche una Aerodynamik nei bis e Electric Café, da cui vengono estratte la title track, Boing Boom Tschak e Techno Pop, a conclusione di un concerto straordinario. Campioni del mondo, mica per niente…

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