Sensualità, energia, adrenalina, cuore: Laura Pausini è la regina della musica italiana

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di Silvia Marchetti
Foto di NAPHTALINA

San Siro, Milano, 4 giugno 2016. Emozionante, divertente, coinvolgente. A tratti sorprendente. È il ritorno live di Laura Pausini, un’esplosione di musica, gioia, colori e abbracci che ha travolto Milano e oltre 50mila fan in delirio. In uno stadio Meazza completamente sold out (e si replica stasera, stesso luogo, stessi numeri da record), l’artista italiana più importante e amata nel mondo ha dato ufficialmente il via al suo tour 2016: 40 concerti che, dopo la doppietta milanese, porterà la carovana dei “simili” a Roma e a Bari e poi all’estero, senza sosta, fino alla fine di ottobre.

Il “popolo pausiniano” aspettava un concerto di Laura da oltre due anni (c’è chi ha dormito davanti allo stadio per due giorni, sfidando pioggia, freddo e grandine, pur di aggiudicarsi il sottopalco). Tutto per lei, la prima artista femminile italiana nella storia a portare un live in uno stadio, a San Siro nel 2007. Oggi, a distanza di nove anni, la cantante romagnola ci riprova, forse più consapevole, sicuramente forte di un successo in continua espansione.  E vince la sfida con se stessa, regalando oltre due ore di puro spettacolo per gli occhi e le orecchie dei fan.

Ogni singolo dettaglio dello show è stato curato e supervisionato da Laura. Dalla scaletta, con 45 brani che hanno segnato oltre 23 anni di straordinaria carriera, al palco, maestoso e originale, che lei stessa ha disegnato. Una struttura impressionante, d’impatto, che si sviluppa su due livelli e che si apre con due passerelle ai lati, due braccia enormi, per raggiungere il pubblico, i “soldati dell’amore”,  in ogni ordine di posto.  Ad accompagnarla, sei coristi, undici musicisti e addirittura trenta performer, per una produzione internazionale di rara qualità e quantità. E poi video ad altissima definizione (875 metri quadrati di schermi), luci led e disegni laser da 30 Watt di potenza (prima volta in Europa), ad incorniciare e creare atmosfere magiche e suggestive che arrivano dritte al cuore.

Si comincia con Simili, titletrack dell’ultimo album multiplatino della Pausini. Un coro festoso si leva dalla platea e dagli spalti: è il modo più caloroso del pubblico di accogliere Laura, visibilmente emozionata (“Me la sto facendo sotto!”, confessa). I tamburi annunciano l’entrata in scena della cantante, avvolta in un abito argentato che la rende semplicemente divina. Il ghiaccio è rotto, la festa di San Siro può finalmente cominciare. Ed ecco Resta in ascolto, proposta in versione rock; Innamorata, hit fresca e tutta da ballare, scritta per lei da Jovanotti, che manda in delirio tutto lo stadio. Arrivano poi, una dopo l’altra, Non ho mai smesso, Se non te, Nella porta accanto, Bellissimo così (“questa la dedico ai miei fan, che me la chiedono sempre”, spiega la Pausini), Ascolta il tuo cuore, Invece no (davvero potente la voce sul finale), per un medley da brividi, ricco di immagini suggestive e di colori vivaci.

Dopo la tripletta La geografia del mio cammino, Chiedilo al cielo e Una storia che vale, è la volta dell’incantevole Sono solo nuvole, opera di Giuliano Sangiorgi, ospite al concerto di Bari il prossimo 18 giugno. Laura canta vestita di bianco sospesa a diversi metri di altezza, su una altalena e tra la pioggia, a dipingere un quadro scenico romantico e in perfetto stile Magritte (uno dei momenti più belli e intensi della serata).

Si torna a ballare e a cantare con grinta grazie alla versione appassionante di Come se non fosse stato mai amore, suonata con quattro chitarre, di cui una, imbracciata da Laura, a forma di quadrifoglio, simbolo di pace, amore e unione tra le persone, ad abbattere differenze e distanze inutili. La Pausini è incontenibile, una vera forza della natura. Ride, gioca, duetta con il suo pubblico. Si scatena con i ballerini (nonostante 15 centimetri di tacco!), percorre in lungo e in largo l’enorme palcoscenico di San Siro. È quasi impossibile seguire tutti i suoi movimenti.  È una bomba di sensualità, energia e adrenalina. It’s not goodbye, 200 note, Se mi ami. E ancora: Primavera in anticipo, Ho creduto in me, fino alla struggente Tra te e il mare, con coreografie e scenografie mozzafiato, che inondano lo stadio di blu.

Al concerto-evento di Milano non mancano brani simbolo del suo repertorio: Celeste, cantata da Laura per la prima volta al pianoforte, Il tuo nome in maiuscolo (con tanto di laser show), le sempreverdi Vivimi, E ritorno da te, La solitudine e Strani amori, perle con le quali l’artista ringrazia e saluta i numerosi fan giunti a Milano da tutto il mondo e quelli italiani, con i quali è cresciuta e ha potuto raggiungere l’Olimpo della musica pop.

Il finale del primo dei due super concerti di San Siro è un saliscendi di ritmo dance, incorniciato da 14 gayser sparsi lungo il palco e decine di ballerini scatenati. Si resta senza fiato di fronte a uno spettacolo di questa portata. Limpido, Surrender, Io c’ero è il medley (mixato in consolle dal giovane dj Joseph Carta) che trasforma lo stadio in una bolgia infuocata. Una pioggia di coriandoli cade dal cielo spiazzando il pubblico impazzito di gioia, per introdurre Lato destro del cuore, ultimo singolo e ultimo brano della serata che Laura interpreta indossando un abito luminoso, realizzato in tessuto Dreamlux. Un film.

Quello di ieri, insomma, è stato un vero trionfo per Laura Pausini. Una scommessa vinta, un regalo che la cantante ha voluto fare a se stessa, a coronamento di un sogno che dura da oltre 20 anni, ma soprattutto ai suoi fedelissimi, i fan, quei “simili” che non l’hanno mai abbandonata e che l’hanno sempre sostenuta lungo il cammino verso il successo internazionale. Dopo una serata del genere, dove cuore e musica si sono stretti in lungo e sincero abbraccio, non possiamo che dare loro ragione e amare ancor più Laura, artista completa e generosa, regina indiscussa della musica pop italiana.

Clicca qui per guardare le foto del concerto.

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