Levante ha imparato a prendersi cura di sé

Levante Carroponte 11 Settembre 2015 - 09
di Laura Ritagliati
Foto di Stefano Galli

Carroponte, Sesto San Giovanni (Milano), 11 settembre 2015.  É passato poco più di un anno dall’ultima volta di Levante in concerto al Carroponte di Milano. In 12 mesi tutto può rimanere fermo così com’è oppure possono esserci stravolgimenti che cambiano radicalmente lo stato e la visione delle cose. Nel caso di Claudia sembra essersi realizzata la seconda ipotesi. Il 5 maggio è uscito Abbi cura di te, suo secondo album: 12 canzoni che lasciano alle spalle i “gioiosi tormenti” raccontati in Manuale distruzione, disco d’esordio datato 2014 (ma la cui genesi è stata molto più lunga e complessa).

“Credo fortemente in una sola felicità, quella dettata dall’amore verso se stessi. Imparare ad amare se stessi, rispettarsi, rispettare gli slanci impulsivi dettati dal battito del cuore, distanti dai labirinti cerebrali in cui siamo soliti perderci, è il primo passo verso il raggiungimento della felicità”. Il concerto inizia con questa sorta di credo laico, che nient’altro è se non l’intro che ritroviamo all’interno del nuovo disco. “L’amore è l’unica cura. Abbi cura di te”.  Queste parole riassumono la nuova Levante, che fa il suo ingresso alle 22.30. Capello lungo, t-shirt grigia e una sorta di moderno kilt, la cantautrice siciliana (ma torinese d’adozione) sembra più in forma che mai.

Abbi cura di te e Caruso Pascoski sono i primi due brani in scaletta. Ad accompagnarla in scena quattro musicisti – Alessio Sanfilippo alla batteria, Mattia Bonifacino al basso, Matteo Curallo alle tastiere e Gionata Mirai alle chitarre – e la grande scritta “Levante” che campeggia ed illumina il palco. Già dalle prime canzoni mi accorgo che ritrovo una Claudia diversa, meno tormentata e sofferta, più consapevole e grata della felicità che ha pacificamente invaso la sua vita. Imbraccia la sua chitarra sulle note di Sbadiglio, singolo contenuto in Manuale distruzione, canticchiata anche dai numerosi presenti accorsi qui questa sera per renderle omaggio. “Tornare a Milano è un po’ come tornare a casa” sussurra al microfono al termine della canzone. Si continua con Fuochi d’artificio, La rivincita dei buoni e Finchè morte non ci separi.

In questo ultimo anno una cosa non è affatto cambiata: la grinta e la fisicità con le quali aggredisce dolcemente il palco. Stessa cosa per quanto riguarda l’affiatamento e la complicità con i musicisti che l’hanno accompagnata per questo lungo Abbi cura di te Tour.  In quest’ora e mezza di concerto c’è spazio anche per un duetto: fa il suo ingresso Bianco, cantautore torinese opening act della serata nonchè collaboratore e amico di Levante. Insieme cantano Corri corri, pezzo pubblicato lo scorso anno. Tra gli ultimi brani della scaletta non poteva mancare Alfonso con il suo ritornello tormentone “che vita di merda”. Parole che (per fortuna) sembrano così distanti dalla Levante che ho ritrovato qui a distanza di un anno. Quella andata in scena questa sera non è stata la festa annoiata e subita raccontata in questa canzone del 2013, stasera la festeggiata è stata Claudia, che a quanto pare ha imparato a prendersi cura di sè. Dai Claudia, a questo giro ci divertiamo!

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