Levante a Milano, grazie ad Alfonso per aver scacciato il malumore

Recensione concerto Levante milano 3 dicembre 2013

Una lettera aperta per ringraziare Levante del sentito concerto che ha portato le Feste di Alfonso a Milano, dove la cantante di Torino ha dimostrato tutto il suo amore per la musica. Leggi la recensione. (Foto di Elena Di Vincenzo)

Salumeria della Musica, Milano, 3 dicembre 2013.

Ciao Levante,
ho pensato molto a come scrivere questa recensione. Ho deciso di scriverti una lettera, più vera. L’olezzo maleodorante della giornata di ieri ha pervaso le mie narici fino all’arrivo alla Salumeria della Musica. Lo ammetto, sono arrivata svogliata, encefalogramma piatto e umore buio, come la Milano che ti ha ospitata. Mi aspettavo poca gente e invece, una moltitudine di teste. Ragazzi e ragazze ovunque, tanto che mi sono chiesta se tra i salumi appesi ci fosse ancora posto. Luci a contornarti sul palco e tu, con quella tutina minimal, armata di tacco e chitarra acustica (guarda la gallery cliccando qui). Suoni, e bene, che già non è poco. Suoni con l’anima, che è il non plus ultra. In questi anni sotto ad un palco, ho capito che esistono dei canoni tangibili per capire se i presenti colgono e vivono l’essenza di un concerto. Ieri sera hai segnato un ottimo punteggio, considerando il calendario musicale meneghino.

Il momento dello scatto fotografico o video dal telefonino, tanto che in rete oggi prevedo tanti Memo postati sui vari social. Ho visto persone afferrare con una mano lo smartphone e contemporaneamente applaudire. Misteri di questa festa. Il momento delle braccia allungate quasi a volerti toccare quando su Luna hai iniziato a saltare su quei tacchi – e ho preso appunti per provarci anche io. Il momento occhi che tremano – insieme ai tuoi – mentre commossa canti «quanto male fa quella parola che non ti dirò, un nodo in gola, una lacrima». Il momento richiesta bis, di quelle persone affamate della tua musica. Il momento «muovi le anche Salumeria» su quella versione reggae e irriverente di Alfonso.

Ho capito il tuo segreto. Il motivo per cui in molti ieri hanno risposto al tuo invito a questa festa di Alfonso è che sul palco, nella tua interpretazione, nella tua musica, tu sei sincera. Un’onestà disarmante, che ti porta ad essere magnetica. Le ciglia dei presenti che sbattono a malapena per non perdersi l’attimo, ne sono una chiara dimostrazione.  Sei credibile, affamata di musica come chi questo momento lo ha sognato da tanto.  Al di là di una performance sopra le aspettative, al di là di una voce che sai modulare come uno strumento musicale, ami la musica. Questa passione traspare nella scelta non scontata di interpretare i brani dei musicisti che ti accompagnano, in questo non-tour (per tua definizione). La ballata del giorno dopo dei Nadàr Solo, Mela di Bianco, si imprimono melodicamente tra i timpani.

Penso che nel tuo piccolo, tu abbia già vinto la guerra – citata in Duri-  con la tua performance e con Manuale distruzione che, sono sicura, sarà come te, un’ondata di vita. Consiglio vivamente di partecipare a una di queste feste di Alfonso. Sai che ti dico, cara Levante? Ringrazio anche io il signor sopra citato perché, malgrado l’assenza di un trenino, è inevitabile uscire da questo party con un bel sorriso sulla faccia, sbeffeggiando “questa vita di merda”.

Con affetto e stima,
Elena Rebecca

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