Ligabue, rock e sudore a Roma per la prima tappa del Mondovisione tour stadi 2014

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Ligabue ha iniziato il suo Mondovisione tour 2014 negli stadi con il concerto del 30 maggio all’Olimpico di Roma. Un ritorno al rock di un tempo che non lascia delusi.

Stadio Olimpico, Roma, 30 maggio 2014. Non è stato un caso se i rumors che hanno anticipato Mondovisione hanno perlopiù insistito sul descrivere il decimo album di inediti di Luciano Ligabue come il ritorno a un approccio rock più diretto che nel recente passato. Dopo qualche laccatura pop di troppo, il correggiano più famoso nel mondo doveva dimostrare di sapersi ancora sintonizzare non tanto su una poetica di fatto quasi mai venuta meno, ma sulla vibrante radice sonora del proprio cantautorato rock (scopri tutte le passioni di Ligabue).

Centrato – bene o male – l’obiettivo in studio, il Liga e il Gruppo (Federico Poggipollini e Niccolò Bossini alle chitarre, Luciano Luisi alle tastiere e sezione ritmica composta dalla batteria di Michael Urbano e dal basso di Davide Pezzin) si presentano a uno Stadio Olimpico gremito e tonante col piglio e l’intenzione di spingere proprio in questa direzione (guarda le foto della serata).

Risultato? Niente di meno del meglio che ci si può aspettare dal Ligabue di oggi: due ore e mezza di pop rock da stadio che restando sempre ostinatissimamente uguale a se stesso esalta una parola capace, con la sua emotiva precisione, di parlare davvero a tutti.
Il tutto, ovvio, all’insegna di Mondovisione.

Gli estratti dell’ultima fatica (riuscitissime Ciò che rimane di noi, Per sempre e l’incazzosa Il sale della terra) avrebbero forse avuto comunque la ribalta. Ugualmente, è parsa evidente l’intenzione di renderle autentici culmini emotivi alla fine di più o meno lunghe passeggiate-amarcord in una scaletta che è un vasto catalogo di hit antiche e più fresche (quasi esiliato il contraddittorio Arrivederci, mostro!, il cui solo ripescaggio è l’energetica Il meglio deve ancora venire).

Una carrellata di hit che alla fine, ravvivate in sede live, è sempre un piacere risentire. Per il solito motivo, ossia il fatto che – le si lasci fedeli alle versioni studio come stasera, le si ceselli con cura o ci si improvvisi un po’ su – il loro impatto sonoro ed emozionale avrà sempre due soli ingredienti fondamentali: voglia e sudore. Il modo di sempre di vincere la partita, insomma. Mondovisione o no.

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