Il Rock, elisir di lunga vita di Piero e Ghigo

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I Litfiba ritornano all’Alcatraz. A Milano la prima di due serate sold out dedicate alla celebrazione della Tetralogia degli elementi. Foto di Francesco Prandoni

Alcatraz, Milano, 22 aprile 2015. I Litfiba tornano dove avevano cominciato. A gennaio, al termine della serata di anteprima, avevamo parlato di una band ancora in rodaggio, alle prese con alcune canzoni che (singoli bomba a parte), non venivano proposte live da un po’. Ora la scaletta è stata allungata e perfettamente assimilata dal gruppo, che adesso propone due ore abbondanti di concerto, durante il quale celebra la Tetralogia degli Elementi (il periodo preso in esame va dal 1989 al 1997, anni nei quali uscirono gli album Pirata, El Diablo, Sogno Ribelle, Terremoto, Spirito e Mondi Sommersi), e dimostra ancora una volta di essere in stato di grazia.

Nessuno in Italia a 53 anni è in forma come Piero Pelù. Il frontman è un capopopolo indiscusso, capace, su una strofa di El Diablo, di far sedere tutto (tutto!) l’Alcatraz per un improvvisato sit-in di protesta contro l’EXPO di imminente inaugurazione. La sua voce regge per l’intera setlist e non c’è un attimo nel quale Piero si risparmi (durante Bambino, si arrampica su una scala e canta oscillando come ai tempi del tour di Terremoto). Sembra un azzardo, ma Pelù sul palco è ancora più dirompente oggi che negli anni Novanta.

Ghigo dispensa sorrisi e riff senza sosta, mentre i tre gregari (di lusso), completano una formazione che rende l’impatto dei Litfiba hard rock come mai prima d’ora: il devastante Luca Martelli alla batteria, Federico Sagona alle tastiere e Ciccio Li Causi al basso, potrebbero essere la line-up migliore possibile per permettere a Renzulli e Pelù di dare un seguito, nel prossimo futuro, a Grande Nazione, l’ultimo disco di inediti (uscito nel 2012).

La celebrazione della Tetralogia degli Elementi riporta sugli scudi brani come Dottor M., A denti stretti, Linea d’ombra, Tammuria, Woda Woda, La musica fa e Il mistero di Giulia. Ci sono anche le mega hit El Diablo, Ritmo 2#, Lacio Drom, Spirito e Regina di cuori, ma non sono poche quelle che mancano all’appello (Maudit e Fata Morgana per esempio). Una scelta coraggiosa, presa per lasciare spazio a pezzi raramente suonati dal vivo negli ultimi anni.

Il pogo su Ora d’aria, il delirio su Dimmi il nome (al “Oteremmmotoooh” iniziale di Piero, il frastuono del pubblico copre totalmente il pesantissimo attacco della canzone) e Lo spettacolo sono i segnali di una verità che difficilmente può essere contestata: il Rock mantiene giovani, anche signori che 15 anni fa sembravano giunti al capolinea – e non  si parlavano più al telefono. Inoltre il nuovo tour dei Litfiba dimostra come negli anni Novanta (che per la band, secondo molti, non sono stati esattamente splendenti), Piero e Ghigo abbiano scritto canzoni stupende, attuali ancora oggi e capaci di raccontare storie ed emozioni che intere generazioni non scorderanno mai. Lunga vita.

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