Il ritorno in grande stile di Macklemore (e Ryan Lewis) a Milano, il live report della serata

Foto-concerto-macklemore-ryan-lewis-milano-04-aprile -2016
di Laura Ritagliati
Foto di Francesco Prandoni

Mediolanum Forum, Assago (Milano), 4 aprile 2016. Ritorno in grande stile per Macklemore Ryan Lewis, a quasi tre anni di distanza dal loro concerto di debutto in Italia. Ne ha fatta di strada il duo made in Seattle, che nel giro di poco tempo è passato da essere uno dei tanti “fenomeni del momento” a diventare un punto di riferimento della scena hip hop mondiale. Il sodalizio artistico tra i due ha inizio nel 2012 con la pubblicazione del primo album insieme The Heist e si riconferma nel 2016 con This Unruly Mess I’ve Made. 

L’attesa di vedere all’opera colui che è stato definito il rapper bianco più importante dai tempi di Eminem è palpabile. Entrata nel palazzetto mi accorgo subito che la data è sold out a tutti gli effetti e il pubblico – formato per lo più da ragazzi – è già bello carico. Sono le 21.00 passate da qualche minuto quando Macklemore fa il suo ingresso in scena introdotto da cori inneggianti il suo nome con tanto di fuochi d’artificio. L’inizio promette bene. Accompagnato da una decina di musicisti – anche se sarebbe più appropriato chiamarli ballerini, più concentrati sulle coreografie che sugli strumenti –  il rapper catalizza subito l’attenzione dei fan con il primo pezzo in scaletta Light Tunnels. Il fidato socio Ryan Lewis lo affiancherà – o meglio farà da sfondo – per tutto il live dall’alto del palco, ma è immediatamente chiaro che il vero protagonista di questa sera sarà Mr Benjamin Haggerty. 

Sul palco frontale – che si estende verso il parterre tramite due passerelle laterali – campeggia il simbolo della mano che impugna un fiammifero acceso, come sulla copertina dell’ultimo disco. La scenografia è formata da tre giganteschi mega schermi sui quali si alternano immagini live della serata e visual. Già dai primi pezzi conquista i 10.000 presenti (come lui stesso dichiarerà), che nell’arco delle quasi due ore di show farà cantare e ballare a suon di hit (prime fra tutte Thrift Shop, Same Love, Can’t Hold Us e Downtown) e gag dallo humor all'”americana” («shhhhh ho un segreto da dirvi… Brad Pitt is my cousing»).

Macklemore è un vero fuoriclasse dell’intrattenimento, capace di infilare una parola dietro l’altra alla velocità della luce e di “ruffianarsi” il suo pubblico senza risultare fastidioso grazie (anche) a una serie di sermoni sull’amore senza barriere e preconcetti (toccante l’intro di Same Love). L’artista di Seattle si riconferma un rapper fatto e finito, credibile nel suo ruolo, una sorta di Eminem preso bene, capace di conquistare e dirigere le migliaia di spettatori presenti al concerto (dopo stasera mi rendo conto che l’espressione «un pubblico fantastico» è usata spesso a sproposito). Nonostante la quasi totale presenza di basi pre-registrate lo facessero sembrare più un dj set che un vero e proprio concerto, l’adrenalina del pubblico e la bravura di Macklemore hanno reso questa serata «fucking amazing».

Guarda le foto del concerto

Commenti

Commenti

Condivisioni