Il Mengoni visto a Milano ha compiuto la sua trasformazione

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Entra nel vivo il tour 2015 di Marco Mengoni. Dopo la data zero di Mantova, l’artista è salito sul palco del Mediolanum Forum. La recensione del concerto a Milano del 7 maggio 2015. Foto di Francesco Prandoni

Mediolanum Forum, Assago (Milano), 7 maggio 2015. Una Milano dal clima tropicale – la serata si prestava meglio a un live all’aperto – accoglie il tour 2015 di Marco Mengoni. Dopo la data zero al Palabam di Mantova, il giovane artista di Ronciglione ha scelto il Mediolanum Forum per fare entrare nel vivo la sua nuova tournée. Noto un pubblico più eterogeneo che mai: gruppi di ragazze, coppie di fidanzati, famiglie, signore accessoriate di bandane e magliette del loro beniamino. Difficile (e inutile) da etichettare, come difficile (e inutile) da etichettare è la musica di Marco, che da sempre sfugge alle categorizzazioni. Come dargli torto.

Sono le 21 passate da qualche minuto e il palazzetto inizia (letteralmente) a scaldarsi. Cala il buio e si accendono le luci sul palco. L’inizio è così esplosivo che la mia vicina vorrebbe immortalarlo con Periscope, rischiando di perderselo. Potere (?) della tecnologia. In ogni caso l’impatto è davvero notevole. Colpisce la grandezza del palco, disegnato da Mengoni in persona, sovrastato da tre megaschermi che offrono visual particolarmente emozionanti (clicca qui per guardare le foto).

Si inizia con una versione riarrangiata di Guerriero, primo singolo estratto dall’ultimo e terzo album in studio Parole in circolo. Le sonorità e i bassi strizzano l’occhio all’elettronica d’avanguardia inglese, conseguenza dell’attenzione di Mengoni per tutto ciò che accade (e funziona) nell’universo musicale. Sul palco lui, Marco, in un elegante completo scuro. Solo un guerriero riuscirebbe a indossarlo visto il clima equatoriale che si sta creando all’interno del palazzetto. Un motivo in più per fare il pieno di (interminabili) applausi.

«Sono senza parole e per un logorroico come me non è facile» dice visibilmente emozionato. Il pubblico contraccambia intonando Sei bellissimo sulle note del celebre successo di Loredana Berté. In scaletta anche molte delle sue canzoni più conosciute come Pronto a correre e La valle dei re, brani che esaltano le sue innegabili doti vocali. C’è tempo e spazio per una toccante riflessione come prologo a Esseri umani, dove il cantante fa il suo ingresso seduto su una poltrona sospesa qualche metro dal palco e inserita in una visione prospettica in 3D.

Ne ha macinata di strada Marco da quel lontano 2009, l’anno in cui si fece conoscere grazie a X Factor. È riuscito a scrollarsi di dosso l’etichetta di “eterna promessa” – a differenza di tanti suoi colleghi usciti dai talent – costruendosi passo dopo passo una solida carriera, che lo ha reso uno dei giovani artisti italiani di maggiore successo. E a dimostrarlo sono (anche) le migliaia si persone accorse questa sera. Guardandolo sul palco, di fronte a un Mediolanum Forum tutto esaurito, si direbbe che la trasformazione da crisalide a farfalla sia definitivamente compiuta.

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