Marco Mengoni a Torino, non un semplice concerto ma un’esperienza a 360°

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di Silvia Marchetti
Foto di Francesco Prandoni

Pala Alpitour, Torino, 28 aprile 2016. Non un semplice concerto ma una vera e propria esperienza sensoriale. Ieri sera Marco Mengoni ha davvero superato se stesso, regalando un live da sogno, ricco di ottima musica, di immagini suggestive e di momenti di profonda riflessione. Insomma, molta carne sul fuoco ma anche tanta, tantissima qualità in questa prima tappa del tour #MengoniLive2016.

In un Pala Alpitour gremito e addobbato a festa, l’artista 27enne non si è risparmiato un secondo e ha ballato, suonato e cantato per oltre due ore di grande spettacolo. Non uno, ma ben due i palchi allestiti per l’occasione (uno di forma cubica, l’altro circolare posto al centro del parterre). Oltre 140 i metri quadrati di schermo distribuiti su cubi giganti ultratecnologici e dinamici, una pioggia infinita di effetti speciali che ha investito completamente il palasport, luci laser colorate, grafiche tridimensionali, app per interagire con il pubblico, per una produzione di livello internazionale che ha stupito le migliaia di persone presenti.

Marco Mengoni è un guerriero che sa battersi per amore della musica e della vita. Lo confermano i testi delle canzoni, poesie capaci di lanciare messaggi di speranza e di iniettare energia positiva a chi li ascolta; lo dice lo sguardo infuocato con cui osserva ciò che lo circonda e la voce straordinaria con la quale racconta questo mondo ferito e sofferente, bisognoso di buoni sentimenti e di sorrisi. Marco ieri sera è stato un dispensatore di ottimismo e adrenalina, portando a Torino un concerto studiato nei minimi dettagli, mai noioso né banale. Che fosse bravo, ma bravo davvero, ce ne eravamo accorti da tempo, già dalle sue prime performance a X Factor nel 2009 e, ancor più, a Sanremo 2013. Oggi, però, ritroviamo un Mengoni più consapevole delle proprie scelte, in continua evoluzione. Abbiamo di fronte un giovane artista coraggioso, che sa osare dal vivo, dalle idee chiare e che punta dritto al successo anche fuori dai confini nazionali. Non a caso le scenografie mozzafiato e gli arrangiamenti di tutti i brani in scaletta in questo ultimo tour sono perlopiù opera sua: un segno tangibile che l’artista non si tira indietro, ama sporcarsi le mani ed essere sempre più protagonista delle proprie decisioni e della propria carriera. Marco ci mette testa e cuore, Marco cammina con umiltà ma anche con grinta e coerenza nel mondo delle sette note. La dimensione live è sempre più la sua vera casa, il palcoscenico è la tela ideale sulla quale riversare la sua incontenibile creatività e umanità.

La scaletta del #Mengonilive2016 non presenta grossi stravolgimenti rispetto a quella del precedente tour (conclusosi meno di un anno fa) ma gli arrangiamenti sono tutta un’altra cosa. Le canzoni proposte ieri a Torino sono estrapolate principalmente dagli ultimi tre album di Mengoni, in particolare da Parole in circolo e Le cose che non ho, entrambi multiplatino. A rompere il ghiaccio, infatti, è stato Ti ho voluto bene veramente, singolo che ha lanciato l’ultimo progetto in studio e che Marco ha cantato all’interno di un cubo gigante posto sul palco principale. Emozionante la nuova versione di Non me ne accorgo (una delle perle di #Prontoacorrere, disco del 2013), qui più potente e raffinata, impreziosita dal suono di strumenti a fiato e dal ritmo incalzante delle tastiere. Dopo Nemmeno un grammo (molto tribale con tanto di duetto con le bravissime coriste), ecco Resti indifferente (le cui note e parole sono state accompagnate da splendide immagini in bianco e nero). Ancora due pezzi da novanta: Parole in circolo, tra luci verde acqua e movimenti di bacino sul palco, ed Esseri umani, preceduto da un video in cui lo stesso cantautore recita un monologo sui valori della famiglia e sull’importanza del rispetto e dell’amore in tutte le sue sfumature. Marco ha cantato questo brano seduto su una poltrona sospesa a diversi metri di altezza (come era accaduto nel precedente tour) mostrando, questa volta, maggiore sicurezza.

Dopo l’incantevole Ricorderai l’amore, momento amarcord con Dove si vola, primissimo successo di Mengoni, partorito a X Factor. Ancora ricordi con Pronto a correre, sul quale si è sviluppato uno degli effetti speciali più coinvolgenti dell’intero show: lo schermo gigante si è infatti scomposto, mentre due frammenti-satelliti hanno raggiunto Marco sospeso nel vuoto sopra al pubblico, fino a raggiungere il secondo palco al centro del parterre (“mi sento come James Bond”, ha dichiarato l’artista, ridendo). È stato questo, forse, il momento più intimo e sentito del concerto, con l’artista vicinissimo ai suoi fan, tra sguardi complici e mani strette al cuore. Colonna sonora di questi minuti di forti emozioni, Ad occhi chiusi, incorniciata da laser puntati un po’ ovunque, Solo, magicamente stravolta grazie al nuovo arrangiamento, Mai e per sempre e In un giorno qualunque, sempre empatica.

Il super concerto di Torino è proseguito poi con Tonight, con uno special quadro visivo optical, e con il funky travolgente di I Got The Fear e di Freedom, cover della hit di Pharrell Williams, che il palazzetto ha cantato a squarciagola. Dopo Solo due satelliti, nuovo singolo scritto da Giuliano Sangiorgi, in uscita oggi, è arrivato L’Essenziale, brano con il quale Mengoni ha trionfato a Sanremo nel 2013 e che ha dato una svolta alla sua carriera. Tra l’eterea La Valle dei Re (regalo di Cesare Cremonini), Non passerai (in versione piano-voce con le coriste), lo show di Mengoni ha ceduto il passo alla dance e al divertimento, grazie a un triplete di brani tutti da ballare: Una parola, La nostra estate e Io ti aspetto, un’esplosione di colori, ritmo ed energia.

Il gran finale è tutto per Guerriero: intro da brividi, Marco travestito da vero guerriero a dettare il ritmo mentre i monitor alle sue spalle prendevano vita, infuocati. E proprio quando il pubblico in parterre e sugli spalti si apprestava a guadagnare l’uscita, con la pancia piena di bei ricordi, ecco ripresentarsi sul palco il Mengoni che non ti aspetti (o forse sì): non pienamente sazio, Marco ha deliziato tutti con il suo personalissimo omaggio a Prince. È Kiss la canzone scelta per salutare l’artista scomparso e congedare le migliaia di fan, la ciliegina sulla torta che ha concluso nel migliori dei modi una serata pressoché perfetta sotto molti punti di vista – a comunciare da quello umano.

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