Mariah Carey in concerto a Milano, cronaca di un trionfo

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di Silvia Marchetti
Foto di Francesco Prandoni

Milano, Forum di Assago, 16 aprile 2016. Semplicemente divina. Meravigliosamente Mariah Carey. La cantante americana è tornata al Forum di Assago dopo ben 13 anni di assenza, incantando le migliaia di persone accorse da tutta Italia, ma anche dall’estero, per godere della sua voce, potente ed eterea. Quella del 16 aprile 2016 è stata l’unica tappa nel nostro Paese del suo Sweet Sweet Fantasy Tour. Più un evento che un concerto. Uno show a 360 gradi in cui l’artista 46enne ha mostrato di essere ancora la #1 To Infinity.

Estensione vocale da brividi (sì, i suoi cinque livelli di ottava li ha raggiunti senza batter ciglio), scenografie da mille e una notte, abiti da sogno con una cascata di lustrini e paillettes, un corpo di ballo (più corpo che ballo) ad animare il palco e a far impazzire i fan in platea e sugli spalti. Per Mariah Carey, 25 anni di carriera e 220 milioni di album venduti nel mondo, il tempo sembra non passare mai. Certo, merito del dietologo, dei body e delle calze supercontenitive che le hanno fatto ritrovare bellezza e forma fisica. Ma in Mariah carisma, passione e talento non sono mai scemate. Anzi, ieri sera la Carey ha regalato un live indimenticabile e ha interagito più volte con il suo pubblico, raccontando se stessa, tra un “Grazi Milano” e un “I love you, Italia”.

Provocante, sensuale, quasi inafferrabile, Mariah Carey ha fatto il suo ingresso sul palco da vera regina, sdraiata su una portantina e accompagnata dai suoi cinque inseparabili ballerini come fosse Cleopatra. Le note di Fantasy hanno dato il via alle danze, tra movimenti sexy e sguardi magnetici che non hanno lasciato spazio all’immaginazione. In scaletta non sono mancate Emotions, My All (struggente più che mai) e Always Be My Baby (dedicata ai due figli avuti da Nick Cannon). Toccante e doveroso l’omaggio al grande Michael Jackson con il brano I’ll Be There, cantato in coppia con Trey Lorenz, così come quello all’amica/rivale di sempre, l’indimenticabile Withney Houston, sulle note di When You Believe.

Tra continui cambi d’abito e divertenti siparietti (come quello che ha coinvolto un fan durante Touch My Body, sedotto da Mariah con bollenti ancheggiamenti), ecco I Know What You Want, Obsessed e It’s Like That, uno dopo l’altra, ad inalzare la temperatura del Forum di Assago. Un tuffo negli anni Ottanta e Novanta, tra r’n’b, pop e soul, nuotando in un mare di ricordi, grandi hit e citazioni. Dopo Against All Odds (Take A Look At Me Now), special version dedicata a Phil Collins, Mariah Carey ha dato il meglio di sé regalando intonando Hero, altro successo datato 1993: una performance da brividi, che ha lasciato tutti senza respiro e con le lacrime agli occhi. Gran finale con le immancabili We Belong Together e Without You, due canzoni che le hanno fatto guadagnare alla Butterfly della musica mondiale lunghi applausi e una meritatissima standing ovation.

Per tutti quelli che la davano vocalmente stanca, artisticamente spacciata, in cammino lungo il triste viale del tramonto, beh, ieri sera hanno dovuto inevitabilmente ricredersi. Mariah Carey è viva, più viva che mai, con o senza calza contenitiva, dieta ferrea, trucco e parrucco eccessivi E’ lei, senza se e senza ma, The Voice. E non importa se dovremo aspettare un altro decennio per rivederla e per risentire la sua voce dal vivo in Italia. Ne varrà sempre e comunque la pena.

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