Mika torna sul palco, ma è come se non avesse mai smesso

Foto-concerto-mika-milano-10-giugno-2015
di Massimo Longoni
Foto di Francesco Prandoni

Fabrique, Milano, 10 giugno 2015. Una platea di giovanissimi (ma non solo) ha portato in trionfo Mika nella prima data del suo tour europeo. Guardando l’età di molti, si può scommettere sul fatto che per loro fosse il primo concerto della vita: decisamente un battesimo fortunato per chi ha potuto cantare e ballare per un’ora e mezza assistendo allo show di uno straordinario performer accompagnato da una band di alto livello.

I talent sono un’arma a doppio taglio. Non solo per chi vi partecipa come concorrente ma anche per chi si mette in gioco come giudice. Perché se da una parte regalano popolarità, dall’altra rischiano di far dimenticare la vera essenza di un artista, trasformando tutti in personaggi televisivi dove contano solo parlantina, bella presenza e capacità di bucare il video. Al Fabrique Mika ha rimesso in equilibrio le cose ricordando a tutti che lui è un artista completo e un intrattenitore straordinario, in grado di trasformare un concerto in una festa collettiva grazie a un raro senso dello spettacolo.

La data zero (anzi, la “data uno” come ha tenuto lui stesso a sottolineare nel corso della serata) del tour ha fatto da antipasto per gli show che verranno a fine luglio (Taormina e Cattolica) e a settembre nei palazzetti (Milano e Firenze), ma ha dimostrato che in realtà c’è poco da rodare i motori: Mika e la sua band girano già a pieno ritmo. Il contesto è molto fumettoso, come sempre: dalla scenografia, con un paesaggio urbano stilizzato in colori pastello, alla giacca di Mika, che al taglio elegante associa un patchwork di cuoricioni colorati.

L’inizio è calmo e sognante, con la quasi ninna nanna di Toy Boy cantata leggera. Poi entra la batteria e prima di lanciarsi in Popular Song il cantante anglo-libanese fa un lungo discorso introduttivo in italiano accattivandosi subito la platea. Se solo ce ne fosse stato bisogno, il pubblico viene completamente rapito subito dopo con Grace Kelly. Non è ancora tempo di riservare i pezzi da novanta per i bis, Mika il successo dei successi lo spara in partenza e oltretutto con una esecuzione strepitosa, dove mette in mostra l’intero ventaglio delle sue doti: a parte la voce con l’inarrivabile falsetto, la mimica e la capacità interpretativa sono contagiose e conquistano.

Il nuovo album, No Place In Heaven, uscirà solo settimana prossima. Dovrebbe mostrare un Mika più maturo, che guarda ai cantautori anglosassoni degli anni Settanta, da Billy Joel a Elton John. Forse anche per questo al centro del palco campeggia un pianoforte a coda. Per il momento però questo è soprattutto un elemento scenografico che il cantante usa in modo spettacolare, per sedersi mentre dialoga con il pubblico o scatenarcisi sopra ballando. In quanto ai nuovi pezzi vengono centellinati nel corso della scaletta, senza scossoni. Anzi, in alcuni casi riscuotendo lo stesso entusiasmo dei vecchi successi, anche perché Mika ha l’accortezza di proporre i singoli che il pubblico ha già avuto modo di conoscere come Talk About You, Boum Boum Boum e Good Guys. Per il resto lo show è una corsa attraverso i primi tre lavori costruito con il perfetto senso del ritmo che ogni concerto dovrebbe avere.

Mentre alle sue spalle la band è un sostegno imprescindibile, con il suo punto di forza in una sezione ritmica compatta e inventiva, Mika sembra avvertire con una sensibilità unica gli umori del pubblico, trascinandolo ma al tempo stesso cavalcandone l’entusiasmo come fosse su una tavola da surf. Inscena un dialogo con «la signora che sta in alto» suggerendole di farci tutti un po’ più «rotondetti» per lanciare Big Girl, si scatena con Relax, incita il pubblico a «convincerlo» a lanciarsi nella danza verso la fine di El Me Dit nonostante «sia un ballerino di merda» (cosa che ovviamente non è per nulla vera). Finale con tripudio di coriandoli e pubblico felice su We Are Golden e Love Today.

Guarda le foto del concerto di Mika al Fabrique di Milano

Altri articoli su questo concerto

Commenti

Commenti

Condivisioni