Mika si conferma uno degli artisti più importanti del panorama pop

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di Francesca Vuotto
Foto di Cristina Checchetto - testo di Nicola Lucchetta

Piazzola sul Brenta (Padova), Postepay Sound, 12 luglio 2016. Coloratissimo, pieno di allegria e di sorrisi: è questo il mondo che si vive, e l’aria che si respira, ad un concerto di Mika, uno tra le più importanti figure pop emerse nel panorama musicale del Terzo Millennio. Pur inserito all’interno di un tour affollatissimo (ben otto date nel mese di luglio), il successo della tappa nell’area di Villa Contarini ha un che di sorprendente: l’anglo-libanese è stato accolto da un pubblico variegato, tra i più numerosi da queste parti negli ultimi anni, tra il quale si trovano ragazzi più giovani, affascinati dalle canzoni orecchiabili, e donne più mature, attirate dalle sonorità più dance e ballabili che ricordano certa musica del passato.

Chi si aspettava di trovarsi davanti ad un concerto di rito, con una scaletta simile a quella proposta in altre date, si è dovuto ricredere fin dalle prime battute: Mika ha infatti riservato al pubblico di Piazzola una serie di graditissime sorprese. La prima viene proposta già all’inizio dello show, ed è quella Billy Brown che l’artista ha scritto dedicandola “al fidanzato… di sua sorella”. Tra le altre carte inaspettate troviamo anche Boum Boum Boum, brano inciso per il mercato francese (presente in una ristampa di No Place In Heaven) e caratterizzato da atmosfere latine.

Mika è un vero e proprio cantastorie che traghetta il pubblico nel suo mondo caratterizzato da uno skyline coloratissimo, un grande cancello e un gigantesco trono, sul quale si siederà più volte nel corso della serata. Un mondo fatto di stelle filanti, di palloni lanciati sul pubblico, di telefonini che si accendono per ricreare un cielo stellato su Underwater, di padelle usate come percussioni, di improvvisazioni vocali – tra le quali quella memorabile in chiusura di Happy Ending – un mondo in cui stona leggermente solo una Beautiful Disaster accolta inaspettatamente dal pubblico in maniera più fredda rispetto ad altri brani.

Ironico e con un italiano praticamente perfetto, nel presentare i suoi pezzi cerca il contatto con il pubblico, scherza con i musicisti giocando sul fatto che non capiscono la nostra lingua e, pur non entrando in maniera esplicita sull’argomento, tratta più volte il tema dell’omosessualità, come nella già citata Billy Brown o in Lollipop: il brano, suonato con solo piano e percussioni nella prima parte, è stato descritto come la storia di una ragazza popolare che decide di lasciare la città, abitata da persone anonime, e alla quale si unisce il cantante.

L’atmosfera è allegra e rilassata al punto che anche un insetto che si posa sul piano diventa lo spunto per un simpatico siparietto: l’ospite, al quale verrà dedicata la canzone Grace Kelly, ha spinto il cantante, con humour inglese, a cambiare il ritornello di Big Girl introducendo big bugs. La vera sorpresa arriva nel finale: il cantante svela infatti che alcuni momenti del concerto potrebbero diventare parte dello spot promozionale del nuovo show che condurrà su Rai2 il prossimo autunno, uno spettacolo del quale non è stato reso noto altro dettaglio se non che verrà trasmesso a novembre.

Mika avrebbe ottenuto lo stesso successo del quale sta godendo in questi anni se non avesse fatto X Factor? Molto probabilmente sì: ad oggi, è uno dei prodotti più sinceri del pop internazionale, capace di radunare attorno a sé grandi e meno grandi. In un mondo musicale spesso caratterizzato dalla provocazione e da allusioni sessuali, il grande successo della star anglo-libanese può solamente far piacere.

 

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