I Ministri a Milano, l’onestà che rende credibili

recensione concerto Ministri Milano 13 dicembre 2013

Il tour dei Ministri fa tappa al Live Club di Trezzo sull’Adda, vicino Milano,  per una delle ultime date con il chitarrista aggiunto Effe. La recensione del concerto.

Live Club, Trezzo sull’Adda, 13 dicembre 2013.  Andare al concerto dei Ministri, vuol dire scrivere il giorno dopo dalla cucina, per non svegliare l’amica che sta ancora dormendo. Vuol dire il brusio incessante ancora nelle orecchie e mille voci nella testa. Andare al concerto dei Ministri è profondamente rock’n’roll. Quello di una volta, per intenderci. Quello da cui ne esci inevitabilmente ammaccato. Andare al concerto dei Ministri vuol dire vedere un Live Club stracolmo di gente, tanto che ti sembra di essere rinchiusa in uno di quei microcosmi artificiali con cui ti ammorbava la professoressa di scienze.

Andare al concerto dei Ministri vuol dire trovarsi di fronte a una fiumana di teste che si muovo e mani che spingono. Vuol dire osservare la prima fila essere un tutt’uno con la transenna e chiedersi se il day after avranno un bel livido sul torace. C’è la ragazza che per novanta e più minuti ti scuote i timpani a suon di “Fede, Fede, Fede”. C’è il ragazzo che emula Divi nello stage diving per poi essere educatamente accompagnato fuori. Ci sono voci che invece acclamano “Effe Effe Effe”, sapendo che sarà una delle ultime sue date.  C’é gente che ama i Ministri e lo dimostra restituendo massicce dosi di adrenalina, voci all’unisono che cantano le assurdità di questa società – ma anche di noi stessi.

Andare al concerto dei Ministri, vuol dire aspettarsi lo stage diving su Il Bel Canto, che potrebbe essere definito il testo generazionale per eccellenza. Andare al concerto dei Ministri vuol dire cantare, braccio alzato, le vecchie e le nuove glorie, saltare incessantemente, cercare di non farsi schiacciare dal pogo. Andare al concerto dei Ministri vuol dire sapere che sei meno sola, che arriverai a casa stravolta come dopo un incontro di boxe ma con un sorriso che non delude. Andare al concerto dei Ministri vuol dire vedere una performance musicale di ottimo livello grazie alla ritmica ammaestrata da Michelino, alle chitarre concitate di Fede ed Effe, alla voce e al basso di Divi. Attese mai disattese, e scusate il gioco di parole.

Il segreto dei Ministri? L’arcano per cui a trent’anni e passa risultano ancora credibili nel cantare La faccia di Briatore? L’onestà con cui si mostrano al pubblico accorso. Imbracciare gli strumenti e non risparmiare neanche un millilitro di sudore. Cantare un disagio comune, mai anacronistico, della nostra società. Metterci la faccia prendendo una posizione netta. Essere una famiglia prima che un gruppo. Ciò che lega Federico, Davide, Michele ed Effe (perché lo considero un Ministro da sempre) é un filo percettibile solo da sotto il palco. Un filo che può rompersi e ricucirsi, come in ogni vera famiglia che si rispetti. «Milano questa per noi é una festa». Sentirlo pronunciare da Autelitano ti stordisce. La parola “festa” stride tra i timpani, per il ronzio che lascia un arrivederci protratto. Un tacito saluto sussurrato a tempo da destinare. Un abbraccio lungo quanto l’ultimo stage diving su Abituarsi alla fine. Arrivederci ragazzi, e grazie per questo presente migliore.

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