Neffa a Milano, tanta anima e nessuna concessione al passato

Recensione concerto Neffa Milano 15 giugno 2013

Neffa, in concerto sabato 15 giugno al Carroponte di Milano, tira fuori tutta la sua anima soul e non lascia nessuna concessione al suo passato hip hop. Questa la nostra recensione.

Carroponte, Milano, 15 giugno 2013. Quello che ha Neffa sulle spalle è un passato pesante, con il quale può essere difficile convivere. Ha abbandonato la sua carriera hip hop, per poter essere libero di dedicarsi alla musica che gli piace, e lo fa senza compromessi. In concerto porta solo i brani del post-svolta, non c’è nessuna concessione al periodo rap, anche se il pubblico sarebbe ben felice di sentire anche solo un accenno di Aspettando il sole. Neffa no, è convinto della sua scelta e la porta avanti fino in fondo, scherzandoci su, per giunta. Per cui quando annuncia “un pezzo un po’ vecchio” subito si corregge: «No, no, non così vecchio! Che qui appena parli di un brano vecchio tutti iniziano a fremere» mentre mima delle convulsioni dal palco. Anche qualche brano dopo ribadisce il concetto: «Anche se ormai sono vecchiotto io quando mi sveglio la mattina vedo un bel futuro davanti a me» quasi a voler ribadire, zero rimpianti.

Neffa la sua scelta l’ha fatta oltre dieci anni fa, ha deciso di vestire i panni del soulman e bisogna dire che lo fa con grande disinvoltura, perfettamente a suo agio con l’immancabile cappello a tesa stretta. Il repertorio costruito in questi anni gli permette di spaziare tra le sue passioni: Prima di andare via ha una carica funk che non ti aspetti, le chitarre reggeggianti di Lady fanno muovere il pubblico a tempo, e Passione (scritta per il film Saturno contro) coinvolge con la sua melodia mediterranea. La band di supporto (due tastiere e due chitarre oltre la sezione ritmica, e un po’ tutti aiutano sui cori) è perfettamente a proprio agio con queste sonorità e dà l’impressione di divertirsi anche parecchio. Neffa, dicevamo, è convinto nel ruolo di soulman, gli piace cantare, e spesso si lancia senza rete in slanci di improvvisazione, la voce non sempre lo segue, ma se il soul è la musica dell’anima di quella ce ne è tanta. Gli spazi aperti del Carroponte, e un pubblico partecipe e rilassato fanno il resto, rendendo lo spettacolo emozionante.

Ci sono poi i brani del nuovo album che si distinguono già dalle prime note, grazie alle ritmiche più elaborate e ad un uso massiccio di synth a tappeto. Storie che non esistono, Dove sei, Mostro (in assoluto il momento più tirato di tutto il set), e il singolo Molto Calmo si fanno riconoscere per un approccio più moderno e per la stratificazione dei suoni. Arriva in fretta la pausa e al suo ritorno la band sfoggia incredibili sonorità psichedeliche alla Pink Floyd (!). E non è l’unica cosa che stupisce il pubblico: Neffa regala un’inaspettata e intensa cover di Personal Jesus dei Depeche Mode, cambiando ulteriormente le carte in tavola. A chiudere la festa ci pensa la super hit Io e la mia signorina, mentre il pubblico balla felice e la strofa originale «Potrei anch’io fare il presidente / ma sto con lei  e non mi manca niente» diventa in maniera autoironica: «Potrei anch’io fare il presidente / ma c’ho i tatoo e qualche precedente» cantata da tutta la band al completo.

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