Negramaro all’Arena di Verona, un’altra lunga notte di amore

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Un altro concerto emozionante per i Negramaro, che nella sera di domenica 14 luglio si sono esibiti all’Arena di Verona. Ecco la recensione dello show. Foto di Cristina Checchetto.

La prima volta che entri all’Arena di Verona hai la sensazione di varcare la soglia di un posto sacro. È il primo concerto dei Negramaro che vedo in questa location. La serata delle prime volte: si potrebbe intitolare così questo film. Verona, la città degli innamorati, tanto che gli occhi di Giulietta o di Romeo sembrano incorniciare il volto di ogni persona che incontri. I cancelli si aprono e l’Arena inizia a pulsare. Un cuore che ha ripreso il suo battito quando l’ossigeno della gente accorsa ha iniziato a salire lungo quei gradini. Arterie pulsanti in cerca di quei sei ragazzi che, da svariati paesini del Salento, sono riusciti a conquistare lo Stivale armati di strumenti musicali. Un amore così grande che Giuliano, Lele, Danilo, Andrea, Ermanno ed Andrea hanno restituito. Partecipare ad un live dei Negramaro é un’esperienza che si può paragonare alla prima uscita e al primo bacio dato a quel ragazzo che ti piace da anni, da dieci anni, al quale non hai mai avuto il coraggio di dichiararti.

Le luci si spengono e tu sei lí sai che stai per incontrarli, per salire su quella macchina che ti porterà a viaggiare verso universi spazio-temporali, tra presente e passato. Niente rose rosse o orpelli, solo loro sei e la loro musica. Uomini, donne, ragazzi, ragazze, famiglie vestiti di loro tra magliette e fasce colorate. Un amore così grande é quello che ha colpito diritto al cuore una famiglia tedesca accorsa per l’occasione – nella sera di Germania-Argentina, finale dei Mondiali – per cantare Ti é mai successo Tra nuvole e lenzuola, inni potenti che i Negramaro modulano tra synt e musica.

Inizia Levante, accolta da un lungo applauso dell’Arena, con una sessione acustica. Chitarra e voce inconfondibile, ammalia con la sua composta eleganza. Ci vogliono gli attributi per affrontare da sola l’Arena, oltretutto da (semi)esordiente. Ti é mai successo e l’Arena esplode, al ritmo delle suole e delle mani che arrossiscono tanto battono l’una contro l’altra. Resti in bilico ed è meglio che cadere, il cuore trema e Sangiorgi ti prende per mano. Dio Verona quanto sei bella. L’Arena che gira, Verona che gira su La giostra. Un brano emblematico per la strada percorsa dalla band. I Negramaro mangiano il palco per sputare rock’n’roll, cuore e passione ad ogni nota sul pentagramma dei loro successi. Si divertono con i movimenti di bacino, correndo e saltando. L’acceleratore è spinto al massimo, nessuno risparmia neanche una cellula di sé, in questa lunga notte di amore.

Guarda le foto del concerto.

L’Arena é un cielo stellato, Meraviglioso. Un universo esplicitamente dedicato da Sangiorgi a Mimmo Modugno con un’unica grande voce, un’unica enorme ugola che canta ogni singola nota di quel brano che fu. Ti accorgi di quante strade hai perso dietro i ricordi, dove non resta più niente dei tuoi rimpianti, tra le note di Londra brucia, quando vedi le lacrime che scorrono lungo le gote di chi hai di fronte. L’empatia tra i Negramaro e la gente la senti nelle vene. Un’Arena che segue il battito, diretta come un’orchestra. Un’Arena che si ammutolisce durante Solo per te e Ottobre rosso, su richiesta di Giuliano, come dedica a quei bambini che ingiustamente muoiono nel mondo. Un’Arena che é l’emblema di quell’Italia che non si arrende mentre canta a cappella Un amore così grande.

Un successo, quello dei Negramaro, guadagnato con pazienza e dedizione – come si dice solitamente. Un successo guadagnato – dico ora – a testa bassa, macinando chilometri per valorizzare quel dono che in pochi possono avere davvero: la capacità di sentire ogni parola cantata, suonata, nelle viscere. Malgrado una tournée fatta di sold out e fatica, non c’è stanchezza. Loro affrontano ogni concerto con la voglia di far innamorare nuovamente tutti. Suonano i brani che hanno scandito il loro successo e le nuove nate, con l’ossigeno che la gente sa regalargli. L’emozione si rinnova e ogni volta senti il tuo battito raggiungere velocità nuove, eppure il Cd con Mentre tutto scorre ormai salta in macchina per quante volte l’hai ascoltata nell’ultimo periodo.

Non è più tempo per stare seduti, ecco Immenso e Via le mani dagli occhi. L’Arena si commuove per poi esplodere su Estate fino quasi a coprire la voce di Sangiorgi, e il suo battito di mani sostituisce la parte ritmica del brano che li portò al successo. L’Arena di Verona regala un arcobaleno di colori su Sei. Tra palco e platea, negli occhi, sul viso, sulle labbra c’è Un amore così grande. Ed è qui, ora. Pazienza se non sappiamo cosa succederà domani. Il day after di una notte di passione viscerale, istintiva, dolce lo vivi con gambe doloranti e un Sole enorme tra i pensieri, in una vita che non sempre é una storia così semplice.

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