I Negramaro sono ancora istintivi e genuini. E si ostinano a suonare rock

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di Alvise Losi
Foto di Francesco Prandoni

Mediolanum Forum, Assago (Milano), 14 dicembre 2015. C’è chi si riempie la bocca della parola rock, dice di essere rock, convince i suoi fan di stare ascoltando rock, anche se magari va in scena una simpatica sceneggiata pop. E poi c’è chi non sta a fare tanti discorsi, sale sul palco e il rock lo suona. I Negramaro appartengono decisamente alla seconda categoria. E si intuisce sin dal principio del concerto, quando parte Sei tu la mia città e l’arrangiamento è sensibilmente più duro rispetto a quello dell’album. Lo si capisce meglio quando persino le canzoni originariamente più “acustiche” suonano molto più elettriche. Se ne ha la certezza quando, nel bel mezzo del concerto, Giuliano Sangiorgi ferma tutta la band perché uno spettatore in mezzo al pubblico si sente male.

Un concerto rock si può fermare, anche quando ha una scaletta stabilita. Un concerto pop va avanti dritto dall’inizio alla fine con i suoi visual e i suoi effetti sonori. Non che i Negramaro si esibiscano su un palco spoglio: la produzione è molto curata, tra animazioni, proiezioni 3D e schermi che fanno da sfondo ai salentini. Il palco riesce a mantenere tutti e sei i membri del gruppo compatti, lasciando però spazio di movimento a ciascuno. Persino piano e tastiere prendono posto in diversi punti nell’arco del concerto. Ma tutto questo è studiato per accompagnare la musica, senza sovrastarla.

La partenza, dopo il primo singolo, prosegue con altri due brani tratti dall’ultimo album, Il posto dei santi e Attenta. Di solito per scaldare il pubblico si inizia con un sapiente mix tra hit di ieri e di oggi. Invece la band ha deciso di sfoderare subito i brani cui forse tiene di più del nuovo disco. E il motivo è semplice: entrambi dal vivo funzionano meglio che in studio. Con una differenza fondamentale. Il primo è talmente complesso da cantare che anche se il pubblico prova a stare dietro a Giuliano, non ci riesce. Il secondo è esattamente il contrario e trasforma immediatamente il palazzetto in un’unica voce. Cosa che peraltro si ripeterà più volte nell’arco della (lunga) serata. Due ore e mezza di musica ben calibrate, tra nuovi e vecchi classici, tra momenti più intimi e altri decisamente di festa. Sono molti i pezzi tratti da La rivoluzione sta arrivando, dimostrazione che i Negramaro credono molto nella loro ultima creatura. E tutti, nessuno escluso, guadagnano dalla resa live. Aspetto tutt’altro che scontato nella musica di oggi.

Il piacere per la band di essere al Forum è evidente: la voglia di suonare, cantare, essere in contatto con i fan è strabordante. Una sensazione difficile da spiegare, ma che risulta tanto più evidente quando alla fine i sei ragazzi tornano sul palco per salutare e ringraziare il loro pubblico. E sembra non se ne vogliano più andare. Anche se sanno che la magia si ripeterà (almeno) per altre due sere.

Guarda le foto del concerto dei Negramaro

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