Nickelback in concerto a Milano, i fuochi d’artificio li fa il pubblico

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I Nickelback in concerto a Milano non si vedevano da dieci anni. La lunga attesa dei fan italiani è stata ripagata dal grande show dei canadesi, colpiti dal calore del pubblico. Ecco la recensione del live di martedì 29 ottobre 2013. 

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Mediolanum Forum, Assago, Milano 29 ottobre 2013. I Nickelback sono tornati in Italia a nove anni dall’ultima apparizione. Dopo i tre concerti a cavallo tra il 2003 e il 2004 (Bologna, Milano e Torino), Chad Kroeger e compagni erano infatti sempre rimasti lontani dal Belpaese. Mossa sbagliatissima, come ha dimostrato la risposta incredibile – per certi versi addirittura al di sopra delle aspettative – che il pubblico del Mediolanum Forum ha dato ai quattro canadesi. Tutto esaurito e una partecipazione impressionante su ogni canzone in scaletta, cosa che ha davvero lasciato stupiti anche i musicisti, che hanno ringraziato a più riprese tutti i convenuti.

La maggior parte della gente era ovviamente al Forum per i pezzi più famosi: assordanti i cori su How You Remind Me e Someday, per non parlare di Rockstar, Photograph, Far Away e Savin’ Me. Anche sulla nuova Lullaby il pubblico italiano non ha risparmiato il fiato, mentre nei momenti più pestati e movimentati ci si è mossi parecchio, saltando di brutto a partire da Animals per finire a Burn It To The Ground, passando per le sassate di Silver Side Up (2001) Never Again, Woke Up This Morning e Too Bad, fino all’inaspettata cover di Elton John Satuday Night’s Alright (For Fighting). Sound nitidissimo e bello deciso, volumi intensi e ben calibrati da subito, la batteria di Daniel Adair e il basso di Mike Kroeger hanno guidato le trame semplici ma dannatamente impattanti delle chitarre del duo Chad Kroeger/Ryan Peake senza alcuna incertezza, facendo chiaramente notare come questo gruppo sia oramai una macchina perfetta sul palco.

E’ stata una bellissima serata, funestata però dalla mancanza di un elemento essenziale dei concerti dei Nickelback: i botti. Nel vero senso della parola, i fuochi d’artificio, le fiammate e via dicendo. Probabilmente non sapremo mai se ci siano state limitazioni locali all’utilizzo del fuoco, oppure se la band stessa a livello di produzione abbia preferito questa volta puntare su un impianto luci esagerato e sui megaschermi retrostanti piuttosto che sulle solite (ma efficacissime, ve lo assicuro avendoli visti all’estero in passato in un paio di occasioni) esplosioni. Un vero peccato, dato che con questi elementi in più avremmo certamente assistito a un evento ancor più memorabile. Sarà per la prossima volta, che di certo, dopo una serata così calorosa, non sarà fra un altro decennio.

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