A Milano come ovunque, dal vivo Noemi lascia sempre il segno

Noemi-milano-2016-recensione-23-novembre

Alcatraz, Milano, 23 novembre 2016. Sono passati due anni dal suo ultimo tour. E la voglia di salire sul palco, di scatenarsi e di divertirsi, era davvero tanta. Troppa. È stata una super Noemi quella che ha infiammato Milano, regalando un concerto energico e dinamico, ma anche intimo ed emozionante. L’artista 34enne ha davvero dato tutto ciò che aveva: corpo, anima, cuore. Sì, proprio quel cuore d’artista che batte sempre e solo per la musica e per i suoi fan, impazziti per la leonessa tornata finalmente a graffiare dal vivo, con la sua voce calda, potente e avvolgente.

Noemi, la rossa, ha travolto il pubblico milanese con uno spettacolo condito di belle canzoni, di ottima musica e tanti sorrisi. La scaletta del Cuore d’artista Club Tour 2016 offre, infatti, ben 27 brani per oltre due ore di concerto. Forse un po’ troppo lungo come live, ma questa volta dovevano esserci proprio tutte, le più belle: quelle degli esordi post X Factor, gli ultimi successi radiofonici e anche qualche curiosa cover a stuzzicare il palato dei fan più esigenti e appassionati.

La partenza è di quelle esplosive con Idealista, il brano che Ivano Fossati ha scritto per Veronica Scopelliti (vero nome di Noemi) proprio in occasione del suo ultimo disco Cuore d’artista. La prima parte del live è stata tutta all’insegna del rock, proprio come piace a lei.Uno spettacolo non solo da ascoltare, ma anche da vedere, grazie alle immagini e ai video ipnotici proiettati sui mega schermi. Se non è amore, Per tutta la vita, Mentre aspetto che ritorni: le ha cantate una dopo l’altra, tutte d’un fiato, come se non stesse più nella pelle e volesse divorare quel palco e quel pubblico tanto desiderati. «Che bello essere qui stasera! Anch’io sono finalmente all’Alcatraz! Come sono felice! Grazie Milano», ha confessato prima di intonare I sentimenti, pezzo del 2009 che ha fatto cantare a squarciagola i fan della prima ora.

Momento blues con Briciole, uno dei brani più belli del suo repertorio. «È la canzone che mi descrive meglio di tutte» ha spiegato l’artista poco prima di cantarla con una passione mai vista prima. Tra le canzoni più apprezzate della serata, L’amore si odia, cavallo di battaglia che ha aperto la seconda parte del concerto, quella più intima e acustica, con Veronica seduta su uno sgabello, affiancata solo da due chitarristi. E via, con Fortunatamente, Poi inventi il mondo, In un giorno qualunque, particolarmente delicate e raffinate.

Dopo la magia della performance unplugged, Noemi è tornata a scatenarsi, circondata da batteria, basso e chitarre elettriche: «Sono stanca dei suoni italiani! Dai, prediamo un taxi e andiamo a Londra!». Saltando come se avesse le molle sotto ai piedi, ha intonato Passenger, pezzo forte del suo penultimo album, nato proprio durante il periodo trascorso nella capitale inglese, tra club e sperimentazione musicale. Dopo Amore Eternit (hit del 2014 cantata in coppia con Fedez, riarrangiata in versione rock), ecco Tutto l’oro del mondo, Acciaio e Odio tutti i cantanti, con le quali ha mostrato ancora una volta le straordinarie doti vocali e il carisma che la contraddistinguono. L’intonazione è stata sempre perfetta, priva di indecisioni, nonostante non sia mai rimasta ferma un secondo.

E se la chicca Love Is Blindness (cover della canzone degli U2) ha fomentato gli animi dei presenti, Amen li ha proprio stesi del tutto, con il suo ritmo tribale e dannatamente rock. «Ve la dedico, perché questa è una sorta di preghiera laica, con un messaggio molto bello. È per voi, perché ciascuno ha la propria battaglia da combattere». Tuffo nel recente passato (festival di Sanremo 2014) con Bagnati dal sole, Vuoto a perdere e Don’t Get Me Wrong, pezzone tutto da ballare. Ultime canzoni in scaletta, Sono solo parole (attesissima dal pubblico), Sempre in viaggio (scoppiettante e dal sapore internazionale), Veronica guarda il mare e Fammi respirare dai tuoi occhi, queste ultime nate rispettivamente dalla penna di Gaetano Curreri e Giuliano Sangiorgi.

Dopo ben due ore di concerto, Noemi non ha dato alcun segno di cedimento e di stanchezza, a livello vocale, fisico e mentale. È una vera forza della natura, un’artista generosa, ispirata e talentuosa, forse non apprezzata e compresa come dovrebbe essere e come meriterebbe. Non riempirà palazzetti e stadi, ma di certo lascia il segno ogni volta che prende in mano il microfono e canta una canzone.

Commenti

Commenti

Condivisioni