Of Monsters And Men a Unaltrofestival, tante luci e qualche ombra

Of Monsters And Men Milano 7 luglio 2015 recensione
di Tommaso Magrini
Foto di Stefano Galli

Circolo Magnolia, Segrate (Milano), Unaltrofestival, 7 luglio 2015. Al concerto di Of Monsters And Men si arriva camminando per una strada a scorrimento veloce buia e minacciosa. Alle spalle aerei in decollo dalla pista di Linate, davanti i fari delle automobili. Ancora qualche passo, entri e ti dimentichi del resto. Sembra di venire catapultati in un altro mondo. Anzi, in Unaltrofestival, la due giorni di musica live al Magnolia Estate di Milano. Una line up “altra”, originale ma non di nicchia, con un occhio di riguardo per l’indie made in Europa. Il tutto in uno scenario conviviale da locale in cui puoi dare del tu.

Manca ancora parecchio all’arrivo degli islandesi, ma c’è già un’ottima cornice di pubblico. L’attesa delle fiabe nordiche del gruppo guidato dalla cantante e chitarrista Nanna Bryndis Hilmarsdòtir  e dal cantante e chitarrista Ragnar “Raggi” Pórhallsson viene ingannata dai ritmi decisi delle Ibey, duo tutto al femminile di provenienza cubano-francese. Il tempo di cambiare palco ed ecco che si palesa la strana coppia Nanna e Ragnar (dai, così è più facile). La partenza è spedita e senza fronzoli con le nuove Thousand Eyes e Human. Il loro secondo album, Beneath The Skin, è uscito da appena un mese ma non sembra, visto che tutti conoscono già tutte le canzoni a menadito.

Solo dopo King And Lionheart Nanna saluta i fan con la sua vocina un po’ così. Il ritmo è serrato. Il repertorio della band è ancora piuttosto scarno ma omogeneo, e il sound è arricchito da fisarmoniche e trombe. La miscela funziona benissimo, l’unica vera debolezza del tutto è proprio la voce di Nanna, che spesso e volentieri scompare, sotterrata dalla ricchezza di un suono a più riprese trascinante.

Applausometro alto per il primo singolo del nuovo album, Crystals. Danze sfrenate, e questo era prevedibile, su Mountain Sound e Little Talks, quando ancora una volta la voce di Nanna è assente ingiustificata. Ma il ritmo ha la meglio anche sulle pecche. Mostri e uomini scorrazzano allegramente. Sì, a Milano c’è anche (se non soprattutto) Unaltrofestival.

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