Il ritorno degli Offspring in Italia: cronaca di un concerto memorabile

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Market Sound, Milano, 13 giugno 2016. Mentre i Black Sabbath dicono addio al pubblico italiano in quel di Verona, gli Offspring si ritrovano a riempire l’area concerti del Market Sound di Milano per un ritorno dei più graditi tra quelli di questa piovosa estate. Con la band di Dexter Holland troviamo anche due altri grandi nomi del punk californiano: Good Riddance e Pennywise. Il Punk Rock Summer Nationals Tour – questo il nome del giro del mondo che il tris di band sta facendo – ha dato vita a una combo senza precedenti.

Per l’Italia sarebbe un’occasione da cogliere al volo anche solo per colmare un vuoto lasciato da ben quattro anni di assenza degli Offspring dal nostro Paese. Andando a ritroso diciamo che chi è stato adolescente negli anni della loro esplosione planetaria ha avuto poche occasioni per una serata amarcord in cui tirare fuori dal cassetto gli accessori da punkabbestia. Mentre per quelli che son cresciuti vedendoli già come le leggende che son sempre stati destinati a diventare, questa potrebbe essere una delle prime occasioni in assoluto. Per altri ancora, invece, questo potrebbe essere stato il battesimo. Ed ecco la bella notizia: meglio di così non poteva andare.

Ma andiamo con ordine e non sminuiamo i prestigiosi opening act. Partiamo con i Good Riddance, che come da previsione fanno qualcosa di ben più grosso che uno show di apertura. Definirli gruppo spalla è un po’ riduttivo. Russ Rankin è uno di quei soggetti che salgono sul palco con l’idea di avere un pubblico da conquistare, pur avendo la consapevolezza di aver scritto qualche bella pagina della storia del punk made in USA. Per questo i Good Riddance non si risparmiano, portando con orgoglio la loro musica old school intrisa di orgoglio californiano come se si trattasse del miglior slot da headliner. Ed il pubblico risponde, come si conviene ad un concerto punk di un’istituzione del genere.

Si passa poi ai Pennywise, band che per fortuna dalle nostre parti non manca mai, e che pur non avendo mai avuto un successo planetario e radiofonico come quello degli Offspring di Smash, ha in qualche modo influenzato tutta la scena diventando una band cardine degli ultimi due decenni. Tant’è vero che un artista come Zoli Téglás, tuttora frontman degli Ignite (peraltro, chissà loro quando passeranno di qui), decise a suo tempo di mettere in pausa la propria carriera artistica per sostituire l’allora dimissionario Jim Lindberg e poter dire: “amici, sono il frontman dei Pennywise”. Poi però Jim è tornato e si ripreso una band che oggi, nei festeggiamenti dei venticinque anni dall’omonimo debutto discografico, gli appartiene totalmente. Il frontman è padrone del palco e in pochi istanti anche del pubblico, che non resiste all’attitudine dei californiani e sui pezzi storici come Living For Today e Bro Hymn perde ogni freno inibitore.

Tocca finalmente agli Offspring e il parterre del Market Sound è pieno come un uovo. Non c’è tempo di urlare alla vista di Dexter e soci che fanno il loro ingresso trionfale sul palco, che subito attaccano con You’re Gonna Go Far Kid ed è tutto un delirio. Un pubblico così si vede solo ad un concerto punk, ma anche rispetto agli standard quello del Market Sound è da imprimere nella memoria. La band di Garden Grove infatti sembra godere a pieno di un riscontro tanto esplosivo e per un attimo le classiche parole di circostanza di Holland – sulla falsa riga di «siete il miglior pubblico di tutto il tour» – sembrano quasi non essere le sviolinate gratuite generosamente dispensate ad ogni show.

La scaletta è da sogno per chi ama gli Offspring degli anni ‘90, quelli che hanno cambiato la Epitaph Records e tutto il punk rock. Ben dieci i brani estratti dai due album più rappresentativi di quel decennio: Smash e Americana. Da Come Out And Play a Bad Habit, passando per The Kids Aren’t Alright e Why Don’t You Get A Job. Un revival in cui cantare, saltare, pogare, sollevare carrozzine con ragazzi diversamente ma meravigliosamente abili. Un delirio in cui si è tutti parte di qualcosa e in cui lasciarsi andare come se non fosse un lunedì, giorno generalmente peggiore della settimana per ovvi motivi.

Viene lasciato fuori dalla festa l’ultimo album in studio della band: Days Go By. Il compito di rappresentare gli Offspring di questo decennio spetta a Coming For You, singolo del 2015 senza il quale avremmo potuto dire di aver portato indietro le lancette dell’orologio e aver ritrovato gli Offspring di un po’ di anni fa.

Se si esclude qualche problema di mixaggio sonoro sui primi pezzi degli headliner, non c’è nulla di questo Summer Nationals Tour che non vada ricordato come un successo clamoroso. Una serata in cui tutto è al posto giusto, in cui tre band storiche del punk rock californiano uniscono le forze e regalano a Milano quel divertimento che ha il sapore di un decennio andato, ma pronto a tornare quando serve.

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