Oscar and The Wolf regalano a Milano una serata di tranquilla felicità

oscar and the wolf

Alla scoperta di un gruppo che potrebbe diventare grande in futuro. La recensione del concerto di Oscar and The Wolf a Milano il 27 novembre 2014.

Tunnel, Milano, 27 novembre 2014. Qualche anno fa, Francesco Piccolo ha scritto un delizioso libro, intitolato Momenti di trascurabile felicità. Un elenco in prosa di piccole gioie quotidiane e minuscoli piaceri sottovalutati. Il concerto di Oscar and The Wolf al Tunnel di Milano potrebbe essere un perfetto esempio per quel catalogo. In un freddo giovedì sera, le persone presenti sono poche decine, sparpagliate nella sala come foglie autunnali su un prato. Nessuno osa avvicinarsi troppo all’inutile transenna, ma la band belga strappa subito sensazioni estatiche.

Il cantante Max Colombie ha una voce talmente bella che travolge l’assenza di persone davanti al palco. Filtrata, impersonale e allo stesso tempo angelica. Un Damien Rice avvolto da una coperta elettronica. Alla seconda canzone Max si toglie scarpe e calze. Sembra pronto per farsi una passeggiata su un laghetto psichedelico. I quattro sul palco si intendono a meraviglia, c’è davvero una poesia di fondo nella loro alchimia che crea un elettro-dream pop che vorresti sentire in un tramonto estivo mentre ti fai l’ultimo tuffo della giornata.

La scaletta è una piacevole riproposizione del loro album di debutto, quell’Entity uscito qualche mese fa e schizzato per settimane in testa alle classifiche del Nord Europa. Le loro hit ci sono tutte: da Joaquim alla bellissima Strange Entity, replicata anche nei bis, da Dream Car Ocean Drive alla delicata Killer You. Un prodotto fresco, ballabile, chiaramente ammantato dalla mano del produttore Leo Abrahams, uno che ha lavorato con Brian Eno e Paul Simon, ma ha soprattutto dato un suono definito a Imogen Heap, Florence & The Machine e Wild Beasts. Grazie a lui, gli Oscar & The Wolf hanno raffinato il loro sound che vibra tra soul e r’n’b, ricordando in parte James Blake.

Qualche fan si avvicina timidamente al palco, cellulare in mano, per fare una foto al frontman, che sorride ancora più imbarazzato. E stupisce ancora i presenti con una cover impressionante di Freed from desire, un pezzo dance di Gala ridisegnato in chiave intimista. Due ragazze si baciano, una bellissima quarantenne balla con la birra in mano ed è davvero tutto normale. Come Max Colombie, il cantante, che a fine concerto si ferma a fumare una sigaretta parlando con chi è venuto a sentirlo stasera. Anche questo, nella sua semplicità, un momento di (non) trascurabile felicità.

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