Paolo Nutini incanta Lucca (e non basterà una piazza la prossima volta)

Paolo Nutini Lucca 8 luglio 2015 recensione
di Alvise Losi
Foto di Mathias Marchioni

Piazza Napoleone, Lucca, 8 luglio 2015. Si capisce da subito che sarà una gran serata. Dalla quantità di pubblico presente che riempie la piazza del Radio2 Lucca Summer Festival. Dalla presenza in tribuna di Zucchero (uno che non si scomoda per il primo cantante che passa in città). E da tanti piccoli grandi fattori che non possono rendere questo concerto una semplice replica degli altri del tour di Paolo Nutini: perché lui è di qui (nel senso che suo padre ha origini a Barga, a pochi chilometri da Lucca) e perché non capita tutti i giorni che ad aprire il tuo live siano gli Alabama Shakes, band che negli Stati Uniti ha guadagnato il primo posto della classifica Billboard e che si trova qui alla sua prima esibizione in Italia.

La partenza è appunto con il gruppo capitanato dalla frontwoman Brittany Howard, che definire “frontwoman” è più che limitante: decine di frontman pagherebbero per avere il suo carisma, la sua presenza scenica e la sua capacità di stare sul palco. Raramente ho visto un artista con un tale magnetismo. Più che un opening act, recita bene il programma che parla di “special guest”. Il pubblico se ne accorge, applaudendo, cantando e ballando come se si trattasse del concerto principale. E non solo per la hit più nota degli Alabama Shakes, la splendida Hold On: quasi ogni pezzo proposto nella scaletta di 45 minuti della band è apprezzato allo stesso modo. Tanto che la sensazione è che non sarà facile per Nutini salire sul palco e mantenere il live allo stesso livello.

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È, naturalmente, una provocazione perché quando dopo mezz’ora di cambio palco entra in scena Paolo nessuno dubita che il protagonista della serata sia lui. La partenza con Scream (Funk My Life Up) sposta subito il rock blues/roots degli Alabama in territori più funky/soul. Ciò che ogni volta stupisce di Nutini è l’incredibile voce che riesce a tirare fuori da viso che nonostante una barba incolta rimane quello di un bravo ragazzo. Non è un animale da palcoscenico. Si vede che la sua natura non è trascinare il pubblico con l’utilizzo di mosse teatrali (alla Mick Jagger) o di una fisicità quasi ferina (alla Bruce Springsteen), ma come capita con tanti altri suoi colleghi, sono le sue canzoni e la sua voce a parlare per lui.

Dalla sua ultima volta nella città toscana sono passati cinque anni e nel frattempo è anche arrivato un album che lo ha proiettato verso una consacrazione definitiva. Ma per lui rimane l’emozione di cantare nella “sua” città. Applaude il pubblico più volte e lo ringrazia per il calore mostrato. Un affetto che arriva a ogni brano, ma che si sente in particolare durante Better Man, One Day, These Streets e Iron Sky. A dimostrazione che il Paolo Nutini cantautore “puro” voce e chitarra e l’artista eclettico capace di utilizzare la voce di Charlie Chaplin in un suo pezzo sono perfettamente integrati. I bis sono un trionfo con Candy e Last Request cantate da tutto il pubblico di piazza Napoleone, mentre la cover di Guarda che luna di Fred Buscaglione è il solito azzeccatissimo omaggio all’Italia. Il talento di questo ragazzo è tale che la prossima volta, quando avrà pubblicato un nuovo album, bisognerà capire se basterà una piazza a contenere il pubblico che sempre più numeroso lo segue ai suoi concerti. Ma a Lucca Paolo troverà sempre il tempo e lo spazio per suonare.

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