Patti Smith a Milano celebra Horses e l’idea stessa di Libertà

Recensione concerto Patti Smith Milano 25 luglio 2013

Patti Smith ha portato al Carroponte di Milano le canzoni del suo album Horses, una vera pietra miliare del rock, concedendosi poi una seconda parte più divertente e spensierata. La nostra recensione.

Carroponte, Sesto San Giovanni, Milano, 25 luglio 2013È una serata calda e afosa al Carroponte, ma il pubblico accorre numeroso. Il palco è il main stage della location, sfoderato per i grandi afflussi. Molti, moltissimi i giovani in prima fila, soprattutto ragazze che fin dall’apertura aspettano il ritorno della sacerdotessa nella sua amata Italia. Alle 21.45 Patti fa il suo ingresso: cappello bianco, lunghe trecce che raccolgono i suoi capelli brizzolati, giacca nera, jeans e stivali da motociclista. Le inconfondibili note di Gloria partono incisive iniziando la tanto attesa riedizione live di Horses, l’abum che nel 1975 fece da apripista alla maestosa carriera dell’artista americana e che ancora oggi è considerato una delle pietre miliari del rock.

È subito festa: la Smith getta il cappello e rivolge il microfono ai fan che cantano festosi lo spelling del famoso ritornello. Lo spirito ribelle di quegli anni, i messaggi di quell’album sono ancora vivi ad attuali sia negli interpreti sia nei contenuti: Patti ne è consapevole e non si risparmia eseguendo insieme alla sua band tutti i pezzi del capolavoro uscito quasi quarant’anni fa. La sua voce, a volte leggiadra e cristallina, a volte roca graffiante e spudoratamente punk, riecheggia calorosa in tutti i pezzi eseguiti in modo sincero ed impeccabile. Bellissimo l’incedere nervoso di Free Money, ed evocativo il battito di mani ed il ballo liberatorio con cui inizia Kimberly. Una dedica speciale viene annunciata prima di Elegie, il pezzo che chiude Horses, e va a Jimi Hendrix, a cui si ispirano le note della canzone che chiude la prima parte del concerto.

Il programma però non è finito e per Patti inizia il divertimento: la seconda parte inizia con un tributo a Neil Young (che in quel momento sta suonando in Italia, a Lucca) con una sentita interpretazione di It’s a Dream eseguita con il solo accompagnamento di pianoforte. Dopo un “sporca” rilettura di Summertime Blues, la cantante scende fra le prime file, balla con i suoi fan, abbraccia e stringe mani, mentre la band sul palco detta i tempi senza fermarsi. Il finale è ovviamente tutto in grande crescendo: Because The Night e People Have The Power (dedicata a Papa Francesco) sono praticamente cantate solo dal pubblico. Patti inneggia alla libertà, allo spirito di ribellione, al non arrendersi mai e invoca il pubblico a prendere coscienza dei propri gesti, sventolando tra le mani una bandiera di Emergency. E quando si pensa che tutto sia finito, la Smith prende in mano la chitarra ed esegue con il gruppo una sudata versione di My Generation, altra canzone simbolo a cui è tanto affezionata. Ormai le trecce di inizio concerto si sono sciolte: la cantautrice americana ringrazia commossa e saluta sorridendo alzando le mani al cielo. Una grande artista, una grande professionista, una compagna di viaggio per la vita.

Commenti

Commenti

Condivisioni