Un grande Pharrell a Milano: (anche) l’Italia celebra il nuovo Re del Pop

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Pharrell Williams chiude al Mediolanum Forum di Assago (Milano) il suo The Dear GIRL Tour. L’artista americano ha confermato il suo primato nel mondo del pop. Ecco la recensione del concerto. Foto di Francesco Prandoni.

Mediolanum Forum, Milano, 20 settembre 2014. Che Pharrell Williams sia un nome di grande richiamo per il mondo della moda, è fatto appurato. Normale è, quindi, scontrarsi con outfit improbabili appena varcata la soglia del Forum. L’Italia fashion victim è approdata di corsa per assistere ad un evento unico nel suo genere, tra cappelli, giacche e vestiari degni delle copertine di Vogue. Pharrell ha scelto la capitale della moda per l’ultima data del suo The Dear GIRL Tour, lui che dallo stivale trae spunto per il suo unconventional guardaroba. Un tour che ha regalato al cantante della Virginia, consensi e clamore anche grazie alla virale Happy. A ben vedere, Pharrell ha parecchio di cui essere felice e non penso abbia trovato parecchie difficoltà ad esprimere questa gioia in quel videoclip, diventato un fenomeno planetario.

Il palco si illumina di blu e lo show inizia. Un enorme tendone avvolge le note rock e tendenti al funcky-reggae di Criss Cab. Il delfino di Pharrell ha la faccia pulita di chi si appresta giovane, a questo circo musicale. Un parterre a metá ancheggia e su Liar Liar il boato é inevitabile. Lo stesso scenario é quello che ha accolto Foxes. Note ruvide e la voce potente di Louise colpiscono a mano tesa. Capisci che talento é una parola che in Italia è oltremodo pronunciata, spesso senza alcun merito.

Un evento più che un concerto, é ciò che coinvolge Milano questa sera. Un evento, continuo a sottolinearlo, perché stupisce il basso profilo di effetti pirotecnici tenuto dall’artista statunitense. Nell’epoca degli scivoli a forma di lingua, vedi alla voce Miley Cyrus, Pharrell architetta uno show pressocché minimal con sei ballerine hip-hop, due coristi e una band ridotta all’essenziale. La scelta è presto spiegata, Pharrell ha scelto i migliori, per sua stessa ammissione.

Guarda le foto del concerto.

Williams è uno degli artisti più carismatici del momento e questo è ovvio già solo quando si presenta con una T-shirt, un paio di jeans e un borsalino fucsia. La sua corsa ha decisamente preso alta velocità dal lascito dei Neptunes. La scelta dei brani proposti dimostra che il cantante della Virginia é uno dei cantautori e produttori più importanti dell’ultimo decennio, sempre sulla cresta dell’onda. Il popolo del borsalino famoso worldwide arriva tardi, come ad un evento fashion che si rispetti. Si inizia con Come Get it Bea che svela le carte vocali dello statunitense, con mia grande sorpresa. Il Forum cambia forma e assume le sembianze di una discoteca dove risulta impossibile non muovere anche solo le spalle a tempo.

Pharrell é cresciuto a pane e palco e la sua presenza è magnetica, senza troppi giri di parole. Frontin’ e la cassa aumenta di velocitá. Il brano del suo debutto ha compito undici anni ma suona fresco quanto le nuove tracce Hunter e Marylin Monroe. Un imperatore imprenditore che ha favorito il successo – oltre che il suo – di molti artisti tra cui Justin Timberlake, Gwen Stefani e Robin Thicke, per citarne qualcuno. Risulta inevitabile riprendere in mano i brani che ne hanno decretato trono e corona. Blurred Lines capeggia su tutte con un esibizione che non fa sentire la mancanza di Robin Thicke. A parimerito, Get Lucky. A impreziosire il successone dei Daft Punk, la scenografia discoclub con laser blu che riflettono sugli schermi degli smartphone, pronti a immortalare ogni battito di ciglia. Seguono sul podio Hot n Herre e I Just Wanna Love You con le relative citazioni a Nelly e Jay Z. Brand New e Pass the Courvosier vengono messe sotto stroboscopica soprattutto quando é Pharrell l’unica voce in campo. Si respira l’aria festaiola adatta all’ultimo giorno d’estate.

Proprio quest’ultimo brano lascia spazio a un intermezzo di solo ballo che ripercorre molte delle produzioni vincenti dell’americano. Williams torna sul palco con una banda americana che gli cinge la fronte ed é la volta dei brani di N*E*R*D*, da Rockstar a She Wants To Move passando per Lapdance – accompagnato da Shae Haley. Che Pharrell fosse un precursore di stile lo si sapeva dagli albori, ed é disarmante constatare quando N*E*R*D* sia una produzione attualissima.

L’Italia si sa, piace molto agli internazionali perché calda e tamarra. I fischi che coronano la fine di Get Lucky, lo dimostrano. Pharrell per tutta risposta ricalca la scena a suon di Lose Yourself To Dance e regala il suo felice arrivederci sulle note di Happy. La canzone che, senza ipocrisia di sorta, stavamo tutti aspettando. Il maggior pregio dell’ artista americano è la capacità di spaziare e dribblare tutti passando da brani ultra sweet-pop, a bit con cassa in quattro e metriche veloci. Così, uscendo dal Forum, ho capito che mister Williams non é una “vittima della moda”, ma é uno che la moda – musicale – la crea.

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