Piero Pelù straripante sul palco dell’Alcatraz. Il racconto della festa di Milano

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Piero Pelù in concerto a Milano con il suo Rock Identikit tour. Ecco la recensione dello spettacolo del 16 aprile 2014, ospitato da uno stipatissimo Alcatraz. (Foto di Francesco Prandoni)

Alcatraz, Milano, 16 aprile 2014. Ognuno ha i suoi gusti. E’ possibile discutere per ore sul repertorio del periodo solista del cantante dei Litfiba, è abbastanza facile demolire alcune sue composizioni piuttosto lineari e semplici, analizzando quello che è stato un momento di carriera non esattamente ispirato, che lo ha portato fino all’inevitabile reunion con la band con cui tutto cominciò negli anni Ottanta. Tuttavia è impossibile negare che un concerto di Piero Pelù sia uno degli eventi più divertenti a cui sia possibile assistere oggigiorno.

A 52 anni suonati, il cantante è al top a livello vocale e fisico: per due ore utilizza a proprio piacimento una voce che ha marchiato a fuoco almeno una decade (dal 1985 al 1994 inclusi) determinante per tutto il rock italiano, non accusa cedimenti e anzi migliora col passare dei minuti. Inoltre si sbatte come un ossesso, incita la folla e si lancia anche in un leggendario stage diving a fine set. I nuovi arrangiamenti, che hanno ridato uno slancio assolutamente rock anche a pezzi sostanzialmente pop come Io ci sarò e Il mio nome è mai più, funzionano egregiamente. I Bandidos accompagnano Piero erigendo un muro di suono imponente, dimostrando un’ottima intesa di gruppo.

Ciò che tuttavia fa la differenza è il divertimento che si prova sul palco e sotto lo stesso. I musicisti suonano e scherzano tra loro, godendosi un pubblico che ha voglia di fare festa fin dall’apertura con Io ci sarò, che canta ogni ritornello e non smette un secondo di incitare quello che oggi, in televisione, è il coach di The Voice. Proprio dalla scorsa stagione del talent spunta Francesco Guasti, ex allievo di Pelù, che graffia eccome in Tutti fenomeni. Manuel Agnelli invece duetta con Piero sulla cover degli Afterhours Male di miele e rende omaggio con lui al leggendario Demetrio Stratos in Pugni chiusi. Anche De André e Black Sabbath vengono ricordati dalle cover de Il pescatore e dell’inno metallaro Paranoid.

La scaletta è quella già pubblicata in precedenza, con tre estratti (e che estratti!) dal repertorio dei Litfiba che mandano in visibilio un Alcatraz praticamente sold out: Fata Morgana, Lo spettacolo e soprattutto Dimmi il nome fanno impazzire anche chi segue lo show dai palchetti laterali. A grande richiesta, dopo la tiratissima Toro loco, i Bandidos riattaccano Sto rock, manifesto del Pelù 2014: ancora più grintoso, ancora più determinato rispetto a dieci anni fa nel recitare un ruolo da protagonista assoluto nel panorama rock nazionale. Icona.

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