Placebo a Milano, festa di compleanno perfettamente riuscita

placebo-milano-2016-recensione-foto-15-novembre
di Laura Ritagliati
Foto di Elena Di Vincenzo

Mediolanum Forum, Assago (Milano), 15 novembre 2016. Quest’anno i Placebo compiono i loro primi vent’anni e per festeggiare come si deve questo importante traguardo hanno deciso di girare mezza Europa con un nuovo tour. Era infatti il giugno del 1996 quando (l’allora) trio britannico consegnava al pubblico il suo primo omonimo disco. Vent’anni dopo, della formazione originale sono ormai rimasti Brian Molko e Stefan Olsdal, orfani prima del batterista Steve Hewitt e successivamente del suo sostituto Steve Forrest. Ciò nonostante, non pensate che il concerto di Milano – l’unico in programma in Italia nel 2016 e che giunge a un anno e mezzo dall’ultimo all’Arena di Verona – sia una festa a metà. Senza nulla togliere al talentuoso Olsdal, finché il carisma e la voce di Molko restano intatti la serata è (quasi) assicurata. Ad accompagnarli in questo 20 Years Of Placebo Tour i fedeli turnisti Bill Lloyd, Nick Gavrilovic, Fiona Brice e Matthew Lunn.

Molko, dicevamo. Essenza e volto della band. Con quel suo timbro fragile, a tratti stridente, ma allo stesso tempo così potente da pizzicarti corde dell’anima che neanche sapevi di avere. Colui che ha fatto dell’ambiguità e androginia il suo marchio di fabbrica, raccogliendo in parte l’eredità lasciata da grandi come David Bowie (non a caso, il Duca Bianco è stato uno dei primi ad innamorarsi dei Placebo, vent’anni fa, portandoseli anche in tour). La riuscita o meno del concerto di stasera dipenderà soprattutto dai lui e dal suo umorale caratterino.

Sono le 21.00 in punto quando lo show ha inizio con le immagini della prima versione inedita del video di Every You Every Me, seguito da una serie di spezzoni che concentrano questi ultimi due decenni di live: è chiaro fin da subito che sarà una serata emotivamente carica. L’onere e l’onore di aprire il concerto tocca a Pure Morning, celebre pezzo (e clip) estratto dal secondo album Without You I’m Nothing e che da troppo tempo latitava dalle scalette. Prende immediatamente la parola Molko, che dà il benvenuto ai 10.000 invitati alla loro «festa di compleanno». Il Forum, per ringraziarlo, gli intona “tanti auguri”: Brian subito preso bene, grazie a Dio. Si capisce che il frontman questa sera è in stato di grazia, anche vista la sua (inusuale) propensione al dialogo con il pubblico: prima con una (giusta) filippica sull’importanza dell’acqua e i pericoli che l’inquinamento e il surriscaldamento globale possono arrecare, poi con un bel cazziatone a tutti quelli che smanettano con il telefonino anziché viversi lo show.

Dopo alcuni anni di forma non proprio smagliante, ora per lui il tempo sembra essere tornato al 1996: vocalmente ineccepibile, carico come non mai è lui a trascinare pubblico e band per due ore abbondanti. Complice anche una scaletta da sogno. Venticinque brani che concentrano vent’anni di carriera: un saliscendi emotivo in cui momenti di malinconia e sofferenza (Protect Me From What I Want, Whitout I’m Nothing, 36 Degrees) si alternano a picchi di adrenalina allo stato puro (For What It’s Worth, Speacial K, The Bitter End). Uno stato di grazia quello di Molko dovuto anche all’incredibile calore del pubblico: uno scambio continuo di energia che ha galvanizzato Brian e soci, al punto da lasciarli visivamente interdetti più di una volta.

Quella di stasera è stata una festa di compleanno riuscita, durante la quale invitati e festeggiati hanno dimostrato che, nonostante tutti gli scandali delle ultime settimane, un concerto è un’esperienza che vale sempre la pena di essere vissuta.

Le foto del concerto 

Commenti

Commenti

Condivisioni