L’entusiasmo per il primo maggio tarantino è la speranza per il futuro

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Il primo maggio di Taranto è stato riproposto anche in questo 2015 con un grande concerto organizzato dal Comitato Cittadini liberi e pensanti. Ecco com’è andata.

«Un opera d’arte estemporanea» messa all’asta per il comitato dei Cittadini liberi e pensanti, uno sberleffo all’arte contemporanea, ha introdotto l’esibizione di Caparezza, mattatore del primo maggio tarantino. L’artista che imita l’artista, in un  lucido delirio, è apparso sul palco con la band travestita da capolavori dell’arte. Michele Salvemini, dopo aver proclamato un discorso politico travestito da bolscevico, ha eseguito anche Abiura di me, Non me lo posso permettere e l’irrinunciabile Vieni a ballare in Puglia. «Questa è una festa ideale», ha detto, «dove emerge la sensibilità di molti artisti che partecipano senza ritorno economico, ma lo fanno perché ci credono. Da pugliese, sento queste problematiche in prima persona, e sono contento che lo spettacolo stia crescendo rispetto allo scorso anno».

Il primo maggio, sebbene abbia aumentato i suoi seguaci, oltre 150mila le affluenze registrate, ha  mantenuto intatto il suo candore. Presentato da Velentina Correani, Valentina Petrini, Mietta e Andrea Rivera, ha visto di nuovo come direttori artistici Michele Riondino e Roy Paci. Nessuno sponsor importante, ma solo aziende selezionate “a  chilometro zero” che, insieme al crowdfunding e alla vendita dei prodotti del Comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti, hanno reso possibile uno show come pochi, quello di una “banda di pazzi” come ha amato definirsi lo stesso Comitato.  L’alternarsi continuo di musicisti e gli interventi di protagonisti di associazioni, movimenti da ogni parte d’Italia, tra i quali i No Muos, gli interventi di Don Prisutto, delle mamme della Terra dei Fuochi, inaugurate dal contributo di Valentina Petrini su Expo hanno scandito quasi dodici ore no stop.

«È bello l’attrito tra la parte musicale e quella sociale, è bello perché non è estremizzato, ma armonico», ha detto Brunori al proposito prima di far ballare la platea con Animal Colletti, Guardia 82, Rosa e Mambo reazionario. «Ho percepito una grande energia positiva.  D’altronde, la bellezza di queste esperienze è che ti rilasciano una grande energia. Devo mettere bene a fuoco le emozioni che il pubblico mi ha trasmesso, ma sono state intense, e per un artista abituato a essere autoreferenziale queste giornate servono a scendere con i piedi per terra».

Concordi anche tutti gli altri musicisti che proprio nell’entusiasmo hanno trovato il motivo trascinante che li ha spinti ad arrivare a Taranto: Subsonica, Marlene Kuntz, Officina Zoè, Mannarino, John De Leo, Diodato, Bud Spencer Blues Explosion, Bestierare con Muro del canto, Iosonouncane, Velvet, Francesco Baccini, Roy Paci & Aretuska Allstars, Lnripley, Francesco Forni e Ilaria Graziano, Davide Berardi e Fidoguido.

Spesso è ricorso il paragone con l’uno maggio romano, che forse ha un senso solo sul piano musicale. «Gli artisti che gravitano intorno al primo maggio sono sempre gli stessi», ha affermato a tal proposito il leader dei Velvet che, candidamente, ha aggiunto: «Anche questa è una vetrina promozionale, bisogna diffidare dai musicisti, spesso loro vanno dove il pubblico è contento di vederli, e in tutto questo, alla fine, non credo ci sia nulla di male. Qui però c’è un doppio motivo per venire, perché si respira un calore più intenso e reale. Oggi, nella musica, non c’è grande entusiasmo e palparla qui è un sospiro di sollievo. Se un giorno arriverà la tv nazionale, immagino ci sarà il triplo di richieste di partecipazione. L’importante è che venga ben gestito questo aspetto, e so che i direttori artistici saranno in grado di farlo».

«Io non ho la speranza che le cose cambino, ma la certezza che lo faranno grazie a noi», ha annunciato Mannarino, tra i più apprezzati dal pubblico prima di eseguire Scendi giù, Serenata lacrimosa e Me so ‘mbriacato. Tra le esibizioni migliori e più generose, quella dei Subsonica, partiti da Up patriots to arms, per poi  passare ad Aurora sogna, Di Domenica, Io sto bene, Liberi tutti, e che hanno alla fine salutato il pubblico con la cover  di Io sto bene dei Cccp. «Questa è una città tormentata, è sorprendente la sua potenza», hanno gridato al pubblico. «Abbiamo avvertito tra i ragazzi più giovani la voglia di progettare un futuro oltre alle polveri, ai ricatti dei padroni del lavoro, oltre ai metalli pesanti. C’è energia e consapevolezza. Quanto prima questa energia verrà accolta al tavolo delle decisioni, tanto prima Taranto saprà riformulare le proprie prospettive. Per quanto ci riguarda abbiamo toccato con mano l’importanza di essere qui oggi, accolti da sorrisi contagiosi», hanno poi aggiunto sulla loro pagina Facebook.

Tra le nuove leve degne di attenzione Iosonouncane, che ha fatto letteralmente tremare a suon di decibel il palco. Elettronica e linguaggio curato, rendono il suo ultimo lavoro Die tra i migliori usciti nel 2015. «Ho lavorato molto sul lessico, e in questo album avanzo una mia idea sul rapporto con l’esistente, e questo può essere definito politico», ha spiegato. Il suo lavoro di musicista, del resto,  ha preso il volo in seguito al licenziamento da un call center. «Conosco la brutalità del lavoro del call center, alienante, dove vieni trattato come se vivessi in una scatola, ma dove i datori di lavoro pretendono tu sia anche molto umano con i tuoi interlocutori. Sia chiaro, non navigo nell’oro, ma molto meglio oggi».

Il ritmo dall’anno scorso è cresciuto, all’Ilva poco è cambiato, anzi forse la situazione è peggiorata, come ha ricordato Marco Travaglio, da alcuni definito la “rockstar” più apprezzata della giornata, che, nel riepilogo dei decreti “Salva Ilva”, ha definito Taranto come città degna di medaglia d’oro per la resistenza. Per questo ha ancora senso questo primo maggio, le coscienze non sono ancora del tutto mobilitate, c’è da lavorare. La speranza rimane sempre che la musica regali un po’ di ritmo alla politica.

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