Lo show dei Queen con Adam Lambert non è affatto patetico

Queen Adam Lambert Piazzola 2016
di Redazione
Foto di Natascia Torres / Zed!

Piazzola sul Brenta (PD), 25 giugno 2016. La questione, capace di infiammare animi e social network, è sempre la stessa: può qualcuno ricoprire il ruolo appartenuto ad una delle icone assolute della storia del rock? Il mondo, in questo senso, si divide in due fazioni, ma per quanto mi riguarda le polemiche di chi trova l’operazione patetica lasciano il tempo che trovano: non siete convinti? State a casa ad ascoltare gli album dei Queen! Chi è qui a Postepay Sound Piazzola è conscio del fatto che Adam Lambert consenta ancora a due leggende come Brian May e Roger Taylor di andare in giro per il mondo ad esibirsi, e si gode uno spettacolo di altissimo livello.

Rispetto al concerto di Assago del 2015, le novità in scaletta non sono moltissime, ma qualcosa è cambiato. Per esempio si comincia con The Hero, seguita dal brano che apriva l’anno scorso (One Vision). La reale differenza la fanno le condizioni di Lambert. Finalmente si è lasciato alle spalle i problemi di salute che ne impedivano sforzi eccessivi: per tutta la serata Adam canta al limite delle proprie possibilità, regalando una performance di grande intensità. La band ormai è oliata alla perfezione, segno che suonare così tanto insieme ha aiutato a migliorare quelle cose che dal vivo funzionavano un po’ meno bene.

È superfluo sottolineare come, col passare dei brani, la serata si trasformi in un nuovo omaggio alla memoria di Freddie Mercury che, inevitabilmente, aleggia sopra Piazzola Del Brenta. Del resto come pensare ad altro quando qualcuno sta cantando e suonando pezzi come Don’t Stop Me Now, Somebody To Love, I Want To Break Free e tutti gli altri classici dei Queen? Quello a cui abbiamo assistito stasera sta da qualche parte tra una credibile celebrazione e un grande spettacolo. In questo senso bisogna fare ancora una volta i  complimenti a Brian May e Roger Taylor: lo show non è mai patetico o ridondante.

I due appaiono in buona forma e la sensazione, ancora una volta, è che andare in giro con un cantante molto più giovane di loro li costringa a spingere il piede sull’acceleratore per non rischiare di risultare troppo vecchi per il rock’n’roll. Roger, oltretutto, ha persino la “spina nel fianco” del figlio Rufus, che spesso cerca di portargli via la scena – inevitabilmente senza successo. Adorabile in questo senso la classica guerra a colpi di rullate, ormai un classico di questa serie infinita di concerti in giro per il globo.

Qualsiasi cosa si possa pensare di tutto ciò, è difficile uscire insoddisfatti da una serata come questa: intonare brani come Seven Seas Of Rhye, Killer Queen o le magniloquenti e autocelebrative We Will Rock You e We Are The Champions (i bis con cui si chiude lo show) è un’emozione che ti fa uscire dall’Anfiteatro Camerini più ricco di com’eri quando sei arrivato. Impariamo la lezione di Freddie: la musica deve emozionare, far dimenticare per un attimo tutti i problemi e le difficoltà di cui siamo circondati, chiunque sia a proporla. Tutto il resto lasciamolo perdere. God save them.

Franco Rogacalu

LA SCALETTA

The Hero
One Vision
Hammer To Fall
Seven Seas of Rhye
Stone Cold Crazy
Another One Bites The Dust
Fat Bottomed Girls
Play The Game
Killer Queen
Don’t Stop Me Now
Somebody To Love
Love Of My Life
A Kind Of Magic
Drum Battle (Roger Taylor vs. Rufus Taylor)
Crazy Little Thing Called Love
I Want to Break Free
I Want It All
Who Wants To Live Forever
Last Horizon
Tie Your Mother Down
Bohemian Rhapsody
Radio Ga Ga
(Encore)
We Will Rock You
We Are the Champions

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