Troppa fretta per i Queens Of The Stone Age a Rock In Idro

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I Queens Of The Stone Age hanno chiuso l’edizione 2014 di Rock In Idro. Bologna ha ospitato un grande festival, che il 2 giugno ha offerto due altri set importanti: quello di Pixies e Biffy Clyro. Foto di Francesco Prandoni.

Rock In Idro passa agli archivi con la giornata dedicata alle sonorità alternative, a conclusione di un trittico (escludendo il Day 1 annullato per pioggia) che è stato una vera e propria scommessa all’interno di un paese in cui i festival non hanno mai avuto vita facile. Scopriremo l’esito della rischiosa puntata nei prossimi mesi, per ora possiamo solo constatare che il pubblico non ha risposto in maniera massiccia come accaduto per le serate del 31 maggio e del 1 giugno. Ed è stato un peccato.

L’esibizione dei mostri sacri Pixies insieme all’irruenza dei bravissimi Biffy Clyro, ha rappresentato un’ideale (benché azzardato in termini di sound) ponte tra generazioni che si sono incontrate oggi all’Arena Parco Nord. C’era anche chi stava aspettando con ansia il ritorno on stage dei Manic Street Preachers (autori di una performance di qualità) e chi, invece, era presente solo per lo stoner rock di Josh Homme e compagni. Insomma il frullatone odierno ha avuto ingredienti di prima scelta, capaci sul palco di esaltare i rispettivi fans, il tutto nel rispetto reciproco dei gusti altrui.

Il podio di migliori della giornata se lo giocano gli ultimi tre nomi presenti nel bill: se da un lato i Queens Of The Stone Age hanno potuto usufruire del ruolo di headliner e di un palco con un impianto luci eccezionale (anche se forse i fotografi non la penseranno proprio nella stessa maniera), dall’altro hanno indebolito la propria candidatura alla piazza più alta suonando a malapena 70 minuti, lasciando una diffusa sensazione di occasione mancata. I QOTSA avevano davvero un tiro eccezionale, addirittura superiore alla clamoroso concerto dello scorso anno presa al Forum di Assago. Tuttavia il set è volato e nessun bis è stato concesso alla folla che li acclamava. Ah, queste rockstar…

La prima piazza in buona sostanza è un meritato ex aequo tra la vecchia guardia dell’alternative americano e la versione moderna made in Scotland di Simon Neil e dei fratelli Johnston. Se i Pixies hanno dalla loro un repertorio che li ha visti tra i precursori assoluti di determinate sonorità, i Biffy hanno confermato quanto di buono già dimostrato nel tour solista invernale. La partecipazione complessiva del pubblico durante il set dei Clyro è stata eccezionale, ma altrettanto fragoroso è stato il boato che ha accompagnato la chiusura del concerto della band di Black Francis.

Si va a dormire con la certezza di aver assistito a tre giorni di concerti di buonissimo livello, in una location che ha ospitato platee con gusti opposti ma ugualmente determinate a divertirsi e a godersi gli show. Difficile immaginare modo migliore per iniziare la stagione internazionale dei grandi eventi all’aperto.

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