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Semplicemente divino Asaf Avidan. La recensione del live milanese

recensione-concerto-asaf-avidan-milano-23-aprile-2013Milano, Alcatraz, 23 aprile 2013. Intraprendi un percorso. Poi all’improvviso un imprevisto ti porta a cambiare direzione. E magari quell’imprevisto alla fine si rivela una vera e propria benedizione.

Asaf Avidan faceva il disegnatore prima che la fine di una relazione lo spingesse a imbracciare una chitarra e scrivere canzoni per lenire le ferite. E a scoprire di avere un dono un po’ per caso, quella voce speciale che il pubblico di Milano è accorso ad ascoltare in massa per la prima data italiana del Different Pulses Tour con cui sta promuovendo l’omonimo disco.

Dopo aver collezionato, solo qualche mese fa, sold out in giro per lo Stivale con un mini tour acustico “in solo”, stavolta è l’Alcatraz la venue scelta per ospitare il primo concerto elettrico del musicista israeliano accompagnato dalla sua band. L’hype intorno al personaggio è grande, complice anche la recente e acclamatissima partecipazione sanremese.

La sua figura esile sale sul palco, capelli alla mohawk, canottiera bianca e bretelle (clicca qui per guardare le foto). La scenografia è scarna e ridotta a poche luci. Non serve altro. Ci pensa lui con la sua ugola a riempire la scena: si destreggia divinamente tra brani intimi e rilassanti, coinvolgenti episodi blues e intermezzi orientaleggianti (leggi la scaletta qui). La voce sale, scende, si libra in falsetti da brivido, arriva dritta alla pancia.

Il pubblico ascolta, si lascia piacevolmente cullare da quel suono magico, riconosce e apprezza il dono in (quasi) religioso silenzio. Fino al momento che – diciamoci la verità – tutti aspettavano con trepida eccitazione. Arriva il pezzone Reckoning Song e tutti cantanto all’unisono one day baby we’ll be old, quel ritornello che ti porti dietro anche dopo che il concerto è finito, a casa, nel letto prima di addormentarti. E poi la mattina seguente è ancora lì. Se ve lo siete persi poco male, tanto scommetto che la rifà anche quest’estate a Roma, Verona e Torino.

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