Notizie

Non ci sono parole per descrivere la bellezza di un concerto di Bruce Springsteen

Foto-concerto-bruce-springsteen-Milano-03-giugno-2013
di Daniele Salomone
Foto di Francesco Prandoni

Milano, San Siro, 7 giugno 2012. È da poco passata la mezzanotte, Bruce Springsteen e la E Street Band sono sul palco da oltre tre ore e mezza. Quando il concerto sembrava finito, arrivano Glory Days e Twist and Shout dei Beatles

Milano, San Siro, 7 giugno 2012. È da poco passata la mezzanotte, Bruce Springsteen e la E Street Band sono sul palco da oltre tre ore e mezza.  Quando il concerto sembrava finito, dopo gli inchini e i saluti del caso – ma non quelli di rito prima dei bis, che c’erano già stati – arrivano altri due brani. Glory Days e Twist and Shout dei Beatles. Un’apocalisse rock’n’roll. Sugli spalti, un ragazzo che ha superato la trentina da un po’ e un signore con almeno il doppio degli anni ballano in totale estasi, urlando come se la voce non gli dovesse servire per i prossimi sei mesi. Si scambiano sguardi increduli, entusiasti, con un’intesa e una complicità che, a vederli, pare quella tra padre e figlio. Sudati. Felicissimi. Non si erano mai visti fino a cinque minuti prima e, probabilmente, mai si rivedranno. Lo posso dire con certezza perché quello sopra i trenta sono io. Mi osservo come se potessi trascendere dal mio corpo, e persino dalla mia anima, che in questa notte di San Siro sono davvero una cosa sola. Anima e corpo. Bruce Springsteen, il concerto definitivo.

L’inizio è previsto per le 20.00. È una sorpresa solo per chi non c’era nel 2008. Springsteen aveva sforato i limiti d’orario imposti per i concerti a San Siro. Denuncia per il promoter e processo – motivo per cui l’ultimo tour del Boss non aveva toccato Milano. Due gradi d’appello e due assoluzioni per Claudio Trotta, patron della Barley Arts che porta in Italia Bruce da sempre. In ogni caso, anticipando la partenza, Springsteen potrà suonare quanto vuole – oltretutto il Comune ha concesso una deroga sui decibel – e il promoter non dovrà pagare multe. Perfetto. Come da prassi, il live non comincia esattamente all’orario prestabilito. Si parte alle 20.40 con We Take Care Of Our Own e Wrecking Ball, due dei brani più rappresentativi dell’ultimo disco. Rispetto alle mega produzioni da stadio a cui siamo abituati, il palco è essenziale, anche piuttosto piccolo. Effetti scenografici zero, il giusto di luci. C’è solo la musica dei quindici artisti (compreso Springsteen), una big band che spazierà tutta la sera nelle radici della musica americana. Soul e folk, e rock naturalmente.

Non c’è tregua. Si chiude un pezzo e comincia subito quello dopo. «One! Two! Three! Four!». Il Boss chiama e la E Street Band risponde. Non ci sono più Clarence Clemons e Danny Federici – Bruce omaggia entrambi, ma è chiaro che l’assenza di Big Man, forse perché la sua scomparsa è più recente, gli è davvero insopportabile. Durante My City Of Ruins, «una canzone di saluto e addio per chi ci lascia e chi rimane per sempre» Springsteen si rivolge al pubblico che risponde con il boato più forte che si sia mai sentito durante un concerto. «Manca qualcuno? Si manca qualcuno. Posso sentirli nelle vostre voci?». Per Clemons – al cui posto c’è il nipote Jake, supportato da un’intera sezione fiati, ma il ragazzo se la cava egregiamente – ci sarà un secondo tributo, con le immagini di una vita a scorrere sul maxischermo alle spalle del palco. Si parla anche della situazione economica, e non potrebbe essere altrimenti. «In America abbiamo avuto grossi problemi. C’è chi ha perso il lavoro. So che anche voi non ve la passate bene».

La scaletta aumenta d’intensità brano dopo brano. Pezzi storici – The E Street Shuffle, The Promise (eseguita piano e voce), Darkenss On The Edge Of Town, The River  – e dell’ultimo Wrecking Ball, forse meno incisivi del resto del repertorio (ma è davvero un dettaglio). Bruce è un diesel: la sua voce è sempre più padrona, forte, incredibilmente solida. Finirà gridando quasi quattro ore dopo l’inizio. La prima e unica pausa del concerto, un minuto scarso, arriva alle 23.20, quando i brani sono già 23. Partono i bis. Rocky Ground, il singolo in radio in questi giorni, e poi Born in the U.S.A, Born to Run, Cadillac Ranch, Hungry Heart, Bobby Jean, Dancing In The Dark e Tenth Avenue Freeze-Out. Una cosa da perdere la testa. Tutti saltano. Tutti cantano, soprattutto chi non sa le parole delle canzoni. Sono (siamo) tutti americani, cantanti e chitarristi impeccabili. Il Boss balla con una bambina che avrà 6 anni, la tira sul palco da una delle tre pedane sistemate a ridosso delle prime file, dove tocca e si fa toccare, mani, corpo e chitarra. Una ragazza espone un cartello con scritto “Can I dance with Jake?”, un minuto dopo sta correndo verso Clemons jr per ballare con lui. Poi salta in braccio a Bruce e lo abbraccia e lo bacia. Come se fosse il padre o l’amante. Succede di tutto, Springsteen bacia una ragazza del pubblico sulla bocca. Sorride. Si diverte più di tutti.

Sembra davvero finita, la mezzanotte è passata da qualche minuto e le luci di San Siro sono accese già da un pezzo. Il segnale che è scaduto il tempo. Siamo in zona multa. Chi si è informato sulla scaletta se ne sta già andando, perché Tenth Avenue Freeze-Out è il pezzo che chiude i concerti di questo tour. Come il sottoscritto, che è già sulle scale quando un boato gli trattiene le gambe. Le prime note di Glory Days, le scale di corsa e di nuovo il palco, le luci, la musica, la gente. Il Boss. Perdonate la retorica, ma è davvero una giornata gloriosa. “Serata” non basta. Poi Twist And Shout, gli occhi del signore sulla sessantina abbondante che mi guardano increduli. Ce ne sono tanti come lui questa sera, tutte queste pelate che saltano sono uno spettacolo. Come i bambini, con i genitori, 60.000 facce sfinite di gioia. Sono sfinito anche io. Eppure mi sono anche seduto, ogni tanto, a riprendere fiato. Bruce invece non si è mai fermato. 3 ore e 40 minuti di concerto. 63 anni. Non ho mai visto niente di simile. Non trovo le parole. Sono stordito da tanta bellezza. Non so se Trotta prenderà un’altra denuncia. Nel caso, voglio partecipare alle spese legali. Grazie.

Clicca qui per le foto.

Commenti

Commenti

Condivisioni